Lodo Asa, un altro passo avanti verso la chiusura della partita: i sindaci hanno firmato lo schema di accordo transattivo.
Lodo Asa
«Un ulteriore passo avanti, forse il penultimo, verso la chiusura di questa vicenda». Così il sindaco di Rivarolo Martino Zucco Chinà ha definito il “raduno” istituzionale dello scorso giovedì pomeriggio, quando tutti i sindaci dei 52 Comuni coinvolti dal cosiddetto Lodo Asa si sono ritrovati nella sala consiliare di Palazzo Lomellini per apporre la propria firma allo schema di accordo transattivo, che lunedì è stato sottoscritto anche dai commissari straordinari della società in amministrazione straordinaria. Parallelamente i Comuni hanno provveduto a versare al comune di Rivarolo la loro quota proporzionale fino al raggiungimento degli 8 milioni complessivi, presupposto per ottenere il contributo di 1 milione di euro promesso dalla Regione Piemonte. Un passaggio che fa seguito al via libera ricevuto lo scorso 9 giugno dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy presieduto da Adolfo Urso, che ha appunto autorizzato l’accordo tra le parti. «Si tratta di un “provvedimento cornice” nel quale confluiscono tutte le delibere approvate dai 52 comuni ed enti coinvolti – riferisce ancora il primo cittadino rivarolese -. La cassa è sempre Rivarolo, che fa da ente capofila e interfaccia con Roma».
I firmatari
Presenti all’appello di giovedì scorso, tutti i firmatari: Bosconero, Brosso, Busano, Ciconio, Cuorgnè, Favria, Feletto, Lusigliè, Oglianico, Ozegna, Pertusio, ovviamente Rivarolo, Rivarossa, Rocca, Rueglio, Salassa, San Ponso, Traversella, Valperga, Vidracco, Vistrorio, Unioni Montane Alto Canavese, Gran Paradiso, Val gallenca, Valle Sacra, Valli Orco e Soana, Valchiusella.
Intanto nella giornata di lunedì è stata pubblicata la delibera della Giunta comunale di Rivarolo con la quale si prende atto, appunto, dell’autorizzazione del Ministero così come il parere favorevole del revisore dei conti sull’accordo di transazione, e si autorizza «il rappresentante legale di questo Comune, in occasione della sottoscrizione dell’atto di transazione, ad apporre le correzioni per mero errore materiale o di limitato contenuto di dettaglio, al testo come più sopra approvato e convalidato». Siamo, insomma, davvero alle ultime battute di questa decennale partita.
Una storia iniziata 17 anni fa
E’ il punto di arrivo di una storia iniziata 17 anni fa, nel 2009, quando l’azienda Asa veniva posta in amministrazione straordinaria, per essere poi dichiarata fallita nel 2013 con un buco milionario; per recuperare le somme a favore dei creditori, venne avviata un’azione legale contro i 52 Comuni soci e con una richiesta iniziale del curatore fallimentare che oscillava tra i 37 e i 50 milioni di euro: cifra che, se convalidata da una condanna definitiva, avrebbe decretato il default finanziario automatico per gran parte dei municipi coinvolti. Nel 2016 una prima sentenza sembrò obbligare gli enti comunali a pagare 36 milioni di euro, sentenza poi annullata nel 2018 dalla Corte d’Appello; ci penserà la Cassazione a ribaltare nuovamente il giudizio inviando l’atto alla Corte d’Appello per ricalcolare il danno, e riaprendo lo spettro del tracollo economico. Nell’autunno del 2025 i sindaci hanno fatto fronte comune per elaborare ed avanzare una proposta transattiva di 8 milioni di euro, inizialmente rifiutato da Roma; dopo l’intervento politico della Regione Piemonte che ha formalizzato lo stanziamento di 1 milione di euro straordinario da aggiungere sul piatto, e dopo infinite interlocuzioni e limature tecniche a tutti i livelli, è infine arrivata l’autorizzazione del Ministero alla transazione.