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Presidio a torino

Lunedì nero per la racconta rifiuti: sciopero del settore igiene ambientale

I lavoratori chiedono garanzie per il rinnovo del contratto.

Lunedì nero per la racconta rifiuti: sciopero del settore igiene ambientale
Attualità Torino, 05 Novembre 2021 ore 14:11

Lunedì nero per la racconta rifiuti: sciopero degli operatori

Lunedì nero per la racconta rifiuti

Le sigle sindacali hanno indetto per lunedì prossimo, 8 novembre 2021, uno sciopero dei lavoratori del settore igiene ambientale. Dunque è a rischio la normale raccolta dei rifiuti e potrebbero pertanto verificarsi disservizi.

Presidio a Torino

È previsto un presidio dei lavoratori lunedì mattina alle 9.30 in piazza Castello a Torino.

Le ragioni dello sciopero

A proclamare la giornata di agitazione sono le sigle sindacali Fp-Cgil, Fit-CISL, Uiltrasporti, Fiadel che chiedono garanzie per il rinnovo del contratto in tutte le imprese pubbliche e private che applicano il CCNL Utilitalia e Fise/ASSOAMBIENTE.

Occorre comprendere con chiarezza le ragioni dello sciopero ma, soprattutto, le pesanti condizioni che le associazioni datoriali hanno posto al tavolo della trattativa cercando di negare ai lavoratori il confronto su tutte le dinamiche aziendali per peggiorare unilateralmente le condizioni contrattuali per tutti - scrivono in una nota stampa i sindacati -
Il vero obiettivo, dopo un’iniziale benevolenza nel periodo peggiore della pandemia, non è far crescere il settore come si legge spesso nei loro documenti ma è, solamente, tagliare il costo del lavoro ed eliminare la rappresentanza sindacale dei lavoratori e delle lavoratrici nella quotidianità aziendale.
Ora sta allo sciopero generale del prossimo 8 novembre rimuovere i macigni pretestuosi che sono stati posti davanti al settore, alle 100.000 famiglie che di questo vivono e ai cittadini che ne avranno un danno.
Nel frattempo, in moltissime assemblee, attraverso specifici ordini del giorno o richieste di allargamento dello sciopero ai lavoratori dell’indotto, s’invocano ulteriori giornate di sciopero da proclamare a partire dal primo giorno utile. Ovviamente ogni decisione sarà presa il prossimo 10 novembre nell’attivo nazionale unitario, considerando che lo sciopero proclamato è solo il punto di partenza.
Dobbiamo difendere il settore da chi vuole precarizzare il lavoro, da chi vuole il settore frantumato in migliaia di appalti con l’applicazione dei CCNL “pirata”, da chi vuole per sé solo la parte ricca del ciclo e lasciare al mercato senza regole la parte povera, ancor più impoverita dal mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto da oltre 27 mesi.
Vanno intensificate le assemblee e il confronto tra lavoratori per preparare al meglio lo sciopero e la mobilitazione futura, necessaria per salvaguardare le tutele che qualcuno vuole cancellare.
Occorre esporre ai Sindaci e alle forze politiche locali le nostre idee per il settore e, in modo esplicito e concreto, raccontare della determinazione e della rabbia dei lavoratori che, quotidianamente, garantiscono il decoro alle nostre comunità, anche in tempi duri per il Paese, seppur senza aumenti economici da anni e senza garanzie sul proprio futuro.
Il giorno dello sciopero non serve rimanere a casa ma occorre partecipare in massa ai tanti presidi unitari provinciali presso i comuni, le prefetture e le aziende e spiegare ai cittadini che i disagi che a loro arrechiamo sono necessari per il futuro di tante lavoratrici e tanti lavoratori e per quello delle città in cui vivono.