polemica in città

"No" al restauro del murale contro l’odio e il razzismo di Valperga

Il sindaco Sandretto: «Sono sensibile ai temi sociali, ma non cedo alle provocazioni».

"No" al restauro del murale contro l’odio e il razzismo di Valperga
Attualità Alto Canavese, 16 Agosto 2021 ore 06:13

A Valperga non  verrà ultimato il restauro del murale contro l’odio e il razzismo: il progetto non rientra nel regolamento del Piano dei Colori approvato dal Comune nel 2017.

"No" al restauro del murale contro l’odio e il razzismo

Non verrà ultimato il ripristino del murale di via Goffredo Villa realizzato negli anni ‘90 da Kastrioti Kazani, simbolo cittadino contro l’odio e il razzismo. Tempo fa, sul murale era apparsa una scritta razzista, in contrasto con i valori affermati nell’opera originaria.

Le spiegazioni del sindaco Sandretto

Tuttavia, il progetto di restauro non rispetta il Piano dei Colori approvato con un regolamento del 2017: «L’amministrazione comunale di Valperga non intende dare adito alle provocazioni pubblicate sui social network. Quando parliamo del murale di via Villa, facciamo riferimento ad un murale abusivo, peraltro non storico, già sbiadito nel 2018 e poi ulteriormente rovinato dalla scritta razzista. In merito a questa vicenda, il tecnico comunale si è informato circa il progetto di restauro, appurando che alcuni dei colori previsti non possono essere autorizzati all’interno del centro storico cittadino - spiega con convinzione il primo cittadino Walter Sandretto - Da parte mia, cerco di fare l’interesse dei cittadini: se ci sono delle regole, è mio compito farle rispettare e comportarmi come è stato stabilito. Nonostante l’amministrazione sia stata fatta oggetto di pressioni per promuovere una delibera politica per approvare, nonostante il regolamento del Piano dei Colori, i lavori di restauro del murales, confermo che non è mia intenzione cedere a queste provocazioni. Avrei dovuto forzare il regolamento per permetterlo, ma non sarebbe stato corretto».

«Per il momento il murale è abusivo»

La cancellazione della scritta, tuttavia, era già stata autorizzata nel 2020: «A settembre dello scorso anno mi era stata chiesta l’autorizzazione per cancellare la scritta e avevo subito acconsentito, perché io ed il mio gruppo siamo molto sensibili ai temi sociali, ma la richiesta di restauro, giunta dieci mesi dopo, è arrivata quando il murale era già stato ridisegnato. Se interverranno gli organi competenti, come ad esempio, la Sovrintendenza alle Belle Arti, sarò ben felice di acconsentire al restauro. Per il momento, però, il murale è abusivo e le regole vanno rispettate. Inoltre, chi vorrà ulteriori spiegazioni, prima di dar voce a falsità, può venire in Comune e parlare personalmente con me della vicenda».