Una straordinaria storia di medicina e speranza giunge dall’ospedale Sant’Anna di Torino, dove l’eccellenza multidisciplinare e la tenacia di una famiglia hanno permesso di sconfiggere una patologia rarissima.
Neonato salvato da una malattia rarissima
Federica, una mamma di 30 anni già genitore di Ludovica, una bambina di sette anni, visse un profondo dramma il 16 luglio 2025 quando, all’ottavo mese della sua seconda gravidanza del tutto naturale, un controllo di routine nel reparto di Ostetricia e Ginecologia 4 diretto dal dottor Saverio Danese evidenziò una grave sofferenza fetale. Nonostante un taglio cesareo urgente e le immediate cure della Neonatologia diretta dalla dottoressa Caterina Carbonara e della Terapia Intensiva Neonatale della dottoressa Francesca Campagnoli, il neonato perse la vita dopo tre giorni per una gravissima insufficienza epatica e renale.
L’ombra della patologia GALD
Gli accertamenti postumi rivelarono che a causare il decesso fu la GALD (Gestational Alloimmune Liver Disease), una forma quasi impossibile da diagnosticare precocemente in cui il sistema immunitario materno produce anticorpi che attaccano il fegato del feto. Questa patologia ha un esito quasi sempre infausto, simile per dinamiche immunitarie a un rigetto da trapianto o all’incompatibilità del fattore Rh, e presenta un rischio di ricorrenza fino al 90% nelle gravidanze successive.
Una nuova speranza e la cura sperimentale
Nonostante l’altissimo rischio prospettato dall’équipe medica e la consapevolezza che l’unica cura descritta in letteratura all’estero non garantisse il successo, Federica e il suo compagno Luca, sostenuti dall’amore per Ludovica che desiderava un fratellino, hanno avviato una nuova gravidanza alla fine del 2025. Sotto la guida della Direzione sanitaria del dottor Umberto Fiandra, la paziente è stata presa in carico a febbraio 2026 dall’Ambulatorio Gravidanze a rischio del dottor Carlo Maria Carmazzi per iniziare una complessa terapia endovenosa settimanale di immunoglobuline umane. Federica ha affrontato i lunghi cicli dal mattino alla sera sempre col sorriso.
La nascita di Filippo e il trionfo della vita
Poiché un eventuale danno epatico fetale non era comunque intercettabile, i medici hanno optato per un parto programmato a 32 settimane, compromesso ideale tra il benessere del bimbo e la gestione della prematurità. Il 23 giugno 2026 la dottoressa Elisabetta Cantanna ha eseguito con successo il taglio cesareo per la nascita di Filippo. Il piccolo, affidato nuovamente alle cure neonatologiche della dottoressa Carbonara e della dottoressa Campagnoli, è stato sottoposto a esami che hanno escluso qualsiasi danno immunologico. Come dichiarato da Adriano Leli, Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna, «Questa storia a lieto fine testimonia ancora una volta l’eccellenza multidisciplinare dell’ospedale Sant’Anna e del Servizio Sanitario regionali. I nostri professionisti hanno permesso che avvenisse un vero e proprio miracolo della vita, grazie anche alle terapie messe a disposizione e alla tenacia di Federica e Luca».