Bollengo

Pali telefonici “ex TIM”, serve un piano straordinario di manutenzione

Pali telefonici “ex TIM”, serve un piano straordinario di manutenzione

Pali della linea telefonica vecchi e deteriorati: dopo il crollo di un palo su un’auto lungo la provinciale per Albiano, il sindaco Ricca scrive i vertici di FiberCop

Il sindaco Ricca: “Situazione non più tollerabile”

Il sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca, si rivolge ai vertici di FiberCop e delle istituzioni regionali e metropolitane in merito al “deterioramento e pericolosità delle linee telefoniche fisse ex TIM” presenti sul territorio. Nel documento inviato al presidente e amministratore delegato di FiberCop Massimo Sarmi, e per conoscenza al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e al sindaco della Città Metropolitana di Torino Stefano Lo Russo, il sindaco descrive una situazione che definisce “non più tollerabile, non solo dal punto di vista estetico e paesaggistico, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini. Mi riferisco allo stato di manutenzione dei pali della rete telefonica fissa “ex TIM” ora in gestione e manutenzione in capo esclusivo a FiberCop”.

Alcuni mesi fa il crollo di un palo su un’auto lungo la provinciale per Albiano

Ricca parla di “pali vecchi di decenni, logorati dal tempo o danneggiati da vento, piogge e neve, senza manutenzione continuativa, che diventano reali minacce per l’incolumità pubblica”. Alcuni mesi fa, giustappunto, un vecchio palo in legno, ormai visibilmente deteriorato, è improvvisamente crollato su un’automobile in transito lungo la strada provinciale per Albiano. Palo che, evidenzia il primo cittadino, “era da tempo segnalato come pericolante, ma nessuno è intervenuto. Una dinamica – incalza – che si ripete con frequenza inquietante”. Per fortuna non ci sono stati feriti, ma l’episodio avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

“Serve un piano di verifica e manutenzione straordinaria”

Ancora Ricca: “Capisco bene che tali infrastrutture siano ormai considerate marginali in epoca di smartphone e fibra ottica. Ma nei fatti, la rete telefonica tradizionale continua ad essere largamente utilizzata, soprattutto in zone agricole, frazioni isolate e comuni non ancora raggiunti da connessioni moderne…” In questi contesti, prosegue Ricca, è usuale imbattersi in “pali vecchi di decenni, logorati dal tempo o danneggiati da vento, piogge e neve, senza manutenzione continuativa, diventano minacce reali per l’incolumità pubblica. Ovunque si viaggi, basta guardarsi intorno per vedere linee telefoniche sorrette da pali inclinati, in alcuni casi quasi del tutto sradicati dal terreno, con i cavi che dondolano toccando quasi terra”. Al riguardo Ricca non ha dubbi: “Non c’è alcuna giustificazione a tale situazione. Non si può abbandonare una rete in tale stato solo perché l’utenza è diminuita e con essa è diminuita la sua redditività. È anche una questione etica. Serve un piano di verifica e manutenzione straordinaria delle linee ancora attive, con un censimento completo dei pali pericolanti”.