La festa

Piamprato festeggia la patronale e quest’anno a San Grato chiede la protezione anche dalla siccità

Nella frazione più alta della Valle Soana si rinnova la tradizione tra fede e convivialità alla presenza del vescovo di Ivrea

Piamprato festeggia la patronale e quest’anno a San Grato chiede la protezione anche dalla siccità

Piamprato festeggia la patronale e quest’anno a San Grato chiede la protezione anche dalla siccità.

Piamprato

“San Grato proteggi Piamprato” è l’invocazione incisa sotto la statua del patrono del paese più alto della Valle Soana, proprio sul sentiero che costeggia il torrente. Ma nel tempo è diventato anche un “motto” della frazione, segno di quell’unione tra fede e tradizione che fa del Santo Vescovo il protettore della valle dalle alluvioni, come quella del 1993. Per i piampratesi, fu proprio la grazia di San Grato a salvare numerose volte la borgata dal disastro. Ma quest’anno, in occasione della festa patronale del 14 agosto, alla preghiera di protezione dell’acqua se ne sono aggiunte altre due, di segno opposto: al Santo si è chiesto anche di difendere la vallata dal fuoco (visti i numerosi incendi di questa estate) e dalla siccità. E forse la preghiera è giunta in fretta a destinazione, dato che nel pomeriggio di venerdì scorso la festa è stata accompagnata da forti piogge e pure da una violenta grandinata. Poco male, comunque: la comunità di Piamprato non si è fatta scoraggiare e ha trovato comunque il modo di onorare la sentita ricorrenza.

La festa

Come ogni anno, la patronale è iniziata con la santa messa presso la chiesa del paese, seguita dalla tradizionale processione durante la quale la statua di San Besso è stata fatta passare per le vie del borgo, accompagnata dal suono frenetico delle campane. Per il secondo anno di seguito, a presiedere la funzione è stato nientemeno che il vescovo di Ivrea Monsignor Daniele Salera, coadiuvato dal prevosto della Valle Soana don Gianpaolo Bretti e da don Gianpiero Valerio, originario proprio della valle. Al termine della liturgia e del corteo religioso l’episcopo ha, come da consuetudine benedetto il pane che è poi stato distribuito tra i fedeli, poco prima dell’inizio dell'”incanto” (l’asta tradizionale di prodotti tipici a favore della cappella di Piamprato). Dopodiché, in tanti (compreso il vescovo) hanno partecipato al pranzo comunitario sotto al capannone dell’Associazione Amici di Piamprato. Nonostante il meteo instabile, tra un bicchiere di vino e una canzone alla fisarmonica la festa è continuata anche nel pomeriggio e la sera. Parallelamente alla patronale, nell’area dello skilift si è svolto anche l’edizione 2026 del Mercatino del Giaset con prodotti tipici, artigiani ed espositori.

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