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Pont Canavese

Samuel Vona quel «doppio dribbling» alla malattia e il ritorno da allenatore

Il trapianto dei reni lo ha costretto a smettere di giocare a calcio ma non di fare il tecnico.

Samuel Vona quel «doppio dribbling» alla malattia e il ritorno da allenatore
Attualità Alto Canavese, 22 Ottobre 2022 ore 06:20

Samuel Vona quel «doppio dribbling» alla malattia e il ritorno da allenatore. Il trapianto dei reni lo ha costretto a smettere di giocare a calcio ma non di fare il tecnico.

Samuel Vona quel «doppio dribbling» alla malattia

Se è vero che, come diceva Vujadin Boškov, ex allenatore della Sampdoria, le grandi squadre fanno grandi giocatori, è altrettanto vero che per fare grande una squadra ci vuole un grande allenatore, soprattutto quando ha fatto un ottimo allenamento nella palestra più dura: quella della vita. Lo sanno bene i ragazzi dell'Atletico Pont, allenati da un mister che grinta ne ha da vendere: Samuel Vona.

La sua storia

Trentadue anni, nato e cresciuto a Pont Canavese, la sua è una storia fatta di coraggio, entusiasmo e passione. Come quasi tutti i ragazzini Samuel sognava di diventare un calciatore. I primi passi sul campo, tanti sogni, poi i problemi di salute e la prova più difficile da superare: un doppio trapianto di rene, che gli ha salvato la vita e lo ha obbligato a giocare una partita diversa, ma altrettanto ricca di soddisfazioni.

Una carriera interrotta dai medici

«Il calcio è sempre stato la mia passione – racconta Samuel – ma non ho potuto giocare come avrei voluto. Ho dovuto interrompere la carriera da calciatore perché i medici me lo hanno sconsigliato. L’esperienza di allenatore per il settore giovanile dell’Atletico Pont mi ha offerto una bellissima opportunità per restare in questo ambiente e lavorare a contatto con i bambini, un’attività che amo molto. Per il futuro il mio sogno è poter frequentare i corsi per prendere il patentino da allenatore». L’avvicinamento alla nuova carriera di mister è arrivata con il Vallorco, dove Samuel ha fatto la sua gavetta come aiuto del tecnico Salvatore Cardamone. «Una persona straordinaria, a cui mi accomuna anche un percorso di vita e a cui devo molto - ricorda Samuel – perché è stato un maestro e mi ha trattato come un figlio».

Il ritorno a Pont

Dopo due stagioni al Vallorco è giunta la chiamata del presidente dell’Atletico Pont, Riccardo Scago, con la proposta di diventare allenatore del settore giovanile.  «Ringrazio molto il presidente Scago e il dirigente Luciano Fassino, che mi dà una grande mano per gli allenamenti e le partite. Quando mi è stata fatta la proposta di allenare - dice Samuel – mi sono preso un po’ di tempo prima di dare una risposta. Era quello che desideravo da tempo, ma volevo essere sicuro dei essere all’altezza del compito, così mi sono messo a studiare per essere preparato: ho letto libri, guardato dvd, studiato schemi». Quando si è sentito pronto, si è lanciato in questa nuova fantastica avventura al fianco dei ragazzi dell’Atletico. E le soddisfazioni col tempo sono arrivate. Due allenamenti settimanali con 19 giovanissimi calciatori, tanta voglia di giocare a calcio e di vincere, ma non solo questo.

Il rapporto con i ragazzi

«Io do tutto ai miei ragazzi – afferma con soddisfazione Samuel – ma loro danno altrettanto a me, mettendo in pratica i miei insegnamenti. Lavorare con loro mi piace molto. L’anno scorso nel campionato invernale abbiamo ottenuto un bel risultato, vincendo anche una partita contro gli Esordienti della Rivarolese. Quello che conta comunque non sono soltanto i risultati, ma giocare bene a calcio». Una lezione che Samuel ha già imparato sul campo della vita, dribblando gli ostacoli e continuando a giocare al massimo la sua partita più importante.

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