Tari 2026, San Benigno critica il sistema dello “spacchettamento” e chiede trasparenza ai Comuni del Consorzio di Bacino 16.
Tari 2026
A San Benigno non è previsto un aumento significativo della tassa sui rifiuti (Tari) per il 2026. In base al Piano Economico Finanziario del Consorzio di Bacino 16, secondo le direttive di Arera (quindi non dipendenti dall’arbitrio dei singoli Comuni) nel paese di Fruttuaria la tariffa subirà un incremento minimo (2,9%) che inciderà di pochi euro sulle tasche dei contribuenti. Piuttosto, il sindaco Alberto Graffino (nella foto) durante l’ultimo Consiglio comunale ha voluto mettere in risalto un problema “sistemico” riguardante il calcolo di tali tariffe: l’introduzione dell’“unbundling”, o “spacchettamento”, imposto da Arera. Di che si tratta? In parole povere, in conformità a questa nuova disposizione, ogni Comune dovrebbe pagare una cifra corrispondente al proprio costo per il servizio di gestione dei rifiuti. L’effetto, ha fatto notare Graffino, è che «numerosi Comuni di piccole dimensioni hanno subito incrementi significativi, mentre quelli più grandi hanno beneficiato di consistenti riduzioni».
Una soluzione parziale
Di fronte a questo scenario, ha quindi spiegato il primo cittadino, il Consorzio non è rimasto a guardare, ma «grazie ad un confronto serio e responsabile tra i Comuni, è stata condivisa la scelta di introdurre un tetto massimo agli aumenti, limitandoli al 4%, evitando che molti piccoli Comuni subissero incrementi ben più pesanti che avrebbero avuto conseguenze difficilmente sostenibili per cittadini e amministrazioni».
No agli slogan, sì alla trasparenza
Di qui, però, emerge un secondo tema evidenziato da Graffino: eventuali riduzioni della tariffa non sono un successo del singolo Comune e non possono quindi essere presentati come tali. «La buona politica non consiste nell’attribuirsi meriti che derivano da scelte sovracomunali. Consiste nell’assumersi le proprie responsabilità, spiegare con trasparenza i meccanismi che determinano le tariffe e riconoscere il lavoro di tutti coloro che, all’interno del Consorzio, hanno contribuito a limitare gli effetti di una riforma che avrebbe potuto penalizzare gravemente molti territori. – ha affermato il sindaco -. La trasparenza è il primo dovere delle istituzioni. Anche quando la realtà è più complessa di uno slogan».