La scuola, la cultura e lo scambio tra nazioni diverse creano spesso legami indissolubili, ma a volte è la vita stessa, con le sue improvvise e drammatiche svolte, a stringere nodi ancora più profondi. È la storia di Pedro Carlos Rojo Alique, un docente di nazionalità spagnola che da settembre si è trasferito in Canavese per svolgere il ruolo di insegnante di lingua spagnola presso lo storico Liceo Carlo Botta di Ivrea. Una permanenza che lo scorso mese di maggio è stata segnata da un momento di grande paura, trasformatosi però in un’occasione per sperimentare la straordinaria efficienza e l’umanità del sistema di soccorso e cura del nostro territorio.
Il momento del bisogno e la macchina dei soccorsi
Il drammatico episodio si è verificato lo scorso 5 maggio, quando il professore è stato colpito da un grave problema di salute mentre si trovava in una delle piazze centrali di Ivrea. In quei lunghi e concitati momenti, la macchina della solidarietà e dell’assistenza medica si è attivata con estrema rapidità. L’intervento iniziale dei passanti, il tempestivo arrivo di un’ambulanza, il primo trasferimento d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale cittadino e il successivo e delicato trasporto all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino hanno permesso di gestire al meglio l’emergenza, portando a una felice risoluzione della vicenda.
Le parole di gratitudine del docente
Oggi, fortunatamente, il pericolo è scampato e il professor Pedro Carlos ha voluto affidare alle pagine del nostro giornale una toccante lettera aperta. Attraverso queste righe, l’insegnante desidera esprimere tutta la sua riconoscenza verso chi gli ha teso la mano nel momento più critico, sottolineando al contempo il valore inestimabile della sanità pubblica.
«Carissimo direttore,
Sono un professore spagnolo che da settembre lavora come insegnante di lingua spagnola al Liceo Carlo Botta di Ivrea
Il 5 maggio scorso ho avuto un grave problema di salute in una piazza centrale della città. Gli accadimenti comprendono l’arrivo di un’ambulanza, il trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea e la successiva riconsegna all’ospedale san Giovanni Bosco di Torino.
Fortunatamente, tutto è finito bene e desidero approfittare della tribuna che il vostro giornale mi offre per ringraziare tutte le persone coinvolte per quello che hanno fatto per me: i passanti che mi hanno accolto in piazza, al personale del pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea e a tutti i membri dello staff di Cardiologia dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Grazie di cuore.
Concludo ricordando l’importanza di un sistema sanitario pubblico come quello che abbiamo ancora in Italia e in Spagna. Un sistema di tutti in cui tutti sono assistiti senza domande sulla loro origine, razza o capacità economica.
Grazie per l’attenzione.
Pedro Carlos Rojo Alique
Una riflessione su un diritto fondamentale di tutti
Le parole scritte dal professor Rojo Alique non rappresentano soltanto un doveroso ringraziamento ai medici, agli infermieri e ai cittadini di Ivrea e Torino, ma aprono anche una riflessione profonda sul presente e sul futuro del welfare. Il parallelismo tracciato tra l’Italia e la Spagna mette in luce l’essenza stessa di un modello di sanità pubblica che, nonostante le difficoltà quotidiane, resta un pilastro di civiltà. Un servizio essenziale capace di garantire il diritto alla salute e l’assistenza universale a ogni essere umano, senza alcuna distinzione legata alla provenienza geometrica, all’estrazione sociale o alle possibilità economiche del paziente.