“Una vergognosa proposta di Piano acustico che permette l’accostamento della zona rumorosa della Cava al quartiere residenziale di San Bernardo”. Così il Comitato No Cava sull’approvazione del documento tecnico in Consiglio comunale di Ivrea, peraltro già discusso in Commissione Assetto del Territorio anche alla presenza dei cittadini.
“Una vergognosa proposta”
“Il sindaco Matteo Chiantore e la sua giunta hanno proseguito con l’iter portando in Consiglio comunale una vergognosa proposta di Piano acustico che permette l’accostamento della zona rumorosa della Cava al quartiere residenziale di S.Bernardo – il commento del Comitato No Cava in una nota stampa – Tale proposta è stata votata favorevolmente da tutti i gruppi di maggioranza, ma che ha visto oltre al dissenso manifestato dai cittadini indignati, che il quartiere lo vivono davvero ogni giorno, anche il voto contrario delle opposizioni”. I gruppi di minoranza FdI, Progetto Ivrea e Lista Sertoli hanno abbandonato l’aula.
“Schiaffo ai cittadini”
Per il Comitato NO Cava e per i cittadini di S. Bernardo si tratta dell’ennesimo “schiaffo da parte dell’Amministrazione. L’aspetto acustico è uno dei disagi maggiori che preoccupa l’intera cittadinanza di S. Bernardo, in particolare le famiglie che vivono a poche decine di metri dalla zona della cava, anche in considerazione delle barriere che verrebbero installate per il contenimento acustico e che arriverebbero a raggiungere fino i 5 metri d’altezza – proseguono nella nota – Ciò è avvenuto, tra l’altro, in un clima surreale, con la maggioranza che, per bocca di alcuni consiglieri in passato conosciuti per battaglie ambientaliste, hanno con supponenza spiegato ai cittadini che stavano approvando il piano acustico proprio a tutela dei residenti di S. Bernardo affinché la rumorosità potesse avere limiti. Senza porsi la semplice domanda del perché allora l’articolo 6 della Legge Regionale del Piemonte n. 52 del 20 ottobre 2000 stabilisca chiaramente che, a tutela dei quartieri residenziali: «È vietato l’accostamento di zone aventi valori limite che differiscono per più di 5 dB(A)». Secondo la maggioranza, è sufficiente definire una zona residenziale, tracciandola su una mappa, per tutelare i cittadini dalla rumorosità della cava confinante. Già in sede di commissione, Cittadini e opposizioni avevano chiesto di valutare il documento escludendo l’inserimento della zona relativa alla Cava: proposta accolta in un primo momento anche dal consigliere di maggioranza Giglio. Così da poter permettere una riflessione più approfondita, anche su alcuni documenti fondamentali messi a disposizione delle opposizioni solamente a poche ore dall’inizio dei lavori consiliari. Il sindaco si è sempre opposto a questa soluzione di stralcio, rifugiandosi dietro il parere non legale di un ufficio regionale. Ricordiamo che queste decisioni comportano una precisa responsabilità politica: il sindaco e la sua maggioranza hanno scelto di non procedere allo stralcio e di mantenere in un unico atto, tra le varie, la zonizzazione del nuovo ospedale e della cava, ignorando la richiesta dei cittadini e delle opposizioni. Il sindaco ha così ignorato l’avvertimento che la predisposizione di un unico atto mette a rischio anche l’ospedale in caso di impugnazione davanti al Tar. Il sindaco, al di là della posizione solamente contraria a parole, sta accompagnando nei fatti e con una chiara strategia il dossier cava all’esito che voleva sin dall’inizio. In questi mesi, l’amministrazione comunale – attraverso l’ingegnere Flore – ha fornito ben due pareri favorevoli per la realizzazione della cava a Città Metropolitana, ed ora ha fatto approvare una proposta di piano acustico che consente, dal punto di vista della zonizzazione, la coltivazione della cava attraverso l’innalzamento di barriere fronte case. Ma ciò che stupisce e dispiace è l’appiattimento della maggioranza sulla linea espressa dal sindaco. Riteniamo che la maggioranza ed in particolare il partito più rappresentativo, debbano invece distinguersi e porsi innanzitutto come obiettivo la difesa della qualità della vita delle famiglie del territorio, anche attraverso scelte politiche coraggiose”.
L’appello del Comnitato
“Auspichiamo pertanto che la maggioranza rifletta approfonditamente nei 120 giorni che ci separano dall’approvazione definitiva del Piano acustico. I cittadini meritano rispetto, ascolto e scelte responsabili e coraggiose, non accostamenti critici di comodo o difese imbarazzanti – concludono dal quartiere – Il Comitato continuerà a far valere le ragioni dei cittadini di S.Bernardo a cominciare dalla presentazione di proprie osservazioni al Piano acustico proposto. E successivamente, se necessario, attraverso altre forme nelle sedi ritenute opportunex”.