Volpiano è «Comune Turistico» e rimbalzano le ironie sui social
«Ma cosa c’è di turistico a Volpiano?»
«Ma cosa c’è di turistico a Volpiano?». È la domanda – ironica – che ha iniziato a circolare sui social subito dopo l’annuncio del riconoscimento del paese come «Comune Turistico» per il 2026. Da qui è nato un vivace dibattito sul divario tra i primi tentativi di valorizzazione storico-culturale e una situazione socio-economica che deve ancora fare i conti con la crisi del commercio, l’impoverimento del tessuto produttivo e i problemi di vivibilità.
La critica
«Il Comune ottempera, senza personali meriti, a requisiti minimi che la Regione Piemonte individua come base per il riconoscimento – attacca la consigliera di minoranza Mariagrazia Bigliotto – Passivamente, gode della geostorica dote di situarsi accanto ad una reale attrazione turistica che è l’Abbazia di Fruttuaria, annessa al nome di Guglielmo da Volpiano, ed inserirsi, così, nel circuito collegato», ma «non programma percorsi per il sostegno del commercio, non attende alle ordinarie manutenzioni per contenere il degrado e decoro del centro storico e delle periferie, non stanzia fondi di bilancio dedicati al turismo».
Un’altra visione
L’Amministrazione rivendica, invece, un’altra visione. Per il sindaco Giovanni Panichelli, «questo riconoscimento deve aiutarci a creare nuove opportunità, pensando anche alle generazioni future, e a far conoscere sempre di più ciò che Volpiano può offrire». Una posizione condivisa dall’assessora Barbara Sapino, secondo cui «il riconoscimento rappresenta una conferma del percorso che stiamo portando avanti per valorizzare il nostro patrimonio culturale e storico. La cultura è il filo conduttore che permette di raccontare l’identità di un territorio e di renderlo attrattivo, non soltanto per chi lo visita, ma anche per chi lo vive ogni giorno». Aggiunge l’assessora alla Cultura: «Volpiano ha molto da raccontare e questo riconoscimento deve essere considerato soprattutto un punto di partenza. Vogliamo mettere sempre più in rete storia, cultura, associazioni, eventi, commercio e territorio, trasformando le nostre risorse in occasioni di crescita e facendo dei cittadini i primi ambasciatori della propria città».
I progetti
Recentemente al Comune di Volpiano, in occasione della cerimonia annuale dell’Associazione internazionale «Regina Elena», è stato assegnato da parte del Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi un attestato di benemerenza «per l’impegno dimostrato nella tutela e nella valorizzazione della storia territoriale». Un riconoscimento che si inserisce in un percorso avviato negli ultimi anni attraverso diversi progetti, con l’obiettivo anche di promuovere un’altra immagine di Volpiano, oltre quella legata alla presenza ’ndranghetista. La cultura è così diventata una delle leve su cui puntare per costruire una nuova identità della città, attraverso la riscoperta della storia e del patrimonio locale, anche in chiave turistica. Dopo il «De Bello Canepiciano», la più importante manifestazione culturale del paese, il progetto «Sulle tracce di Guglielmo da Volpiano» – nato nel 2025 dal bando «Territori in luce» della Fondazione Compagnia di San Paolo – rappresenta uno degli assi principali di questa strategia, con l’installazione sul territorio di una serie di pannelli turistico-informativi nell’ambito del percorso turistico dedicato a Guglielmo da Volpiano. Sullo stesso fronte si collocano i tour «In girula per Volpiano», organizzati dalla guida turistica volpianese Giusi Ferrero Merlino, che hanno portato i primissimi visitatori alla scoperta del paese. A completare il quadro ci sono la trasformazione dell’ex scuola di via Botta in un polo culturale e il più recente restauro del Crocifisso di fine ’400 conservato nella cappella di San Rocco. Tuttavia, nonostante le buone intenzioni, c’è ancora tanto lavoro da fare.