LA POLEMICA

A San Carlo, 5.000mq. di fotovoltaico. Il sindaco: «Ho cercato di impedirlo, ma non ci sono riuscito»

Il terreno è di proprietà privata. Il primo cittadino ha scritto una lettera ai sancarlesi spiegando il suo dissenso verso il progetto che sarà realizzato

A San Carlo, 5.000mq. di fotovoltaico. Il sindaco: «Ho cercato di impedirlo, ma non ci sono riuscito»

Scrive ai suoi concittadini il sindaco Ugo Papurello prendendo le distanze dalla realizzazione dell’impianto “agrifotovoltaico” su un terreno di strada Mollie. Area privata dove i proprietari sono ovviamente liberi di realizzare cosa ritengono più opportuno. Ma la stessa libertà ce l’ha anche un primo cittadino che, con la sua Amministrazione comunale, ha cercato di impedire la realizzazione di un progetto che sarà di forte impatto per il Comune. « Care/i concittadine/i sancarlesi, desidero informarvi che prossimamente verrà realizzato un impianto “agrifotovoltaico” a terra della dimensione di oltre 5000 mq, interessando un’area complessiva di 8000 mq, oltre a due cabine di trasformazione – scrive nella lettera ai sancarlesi il primo cittadino – La zona interessata è su strada Mollie, via a traffico limitato e dove sussiste un’area di riserva naturale a protezione degli ultimi cerri del ciriacese. Nonostante il nostro impegno di amministratori ed i tentativi di “moral suasion” per scongiurare questo consumo di suolo agricolo irriguo, facendosi forti delle vigenti leggi la famiglia L., per il tramite della società Orchidea Real Estate, ha ritenuto di portare avanti l’opera. Sono spiacente – prosegue il primo cittadino – unitamente ai miei colleghi amministratori, nel segnalarvi la prossima costruzione e rendere noto pubblicamente il mio disappunto nel dare applicazione ad una legge che autorizza tali impianti. Da un lato abbiamo una legge regionale che limita il consumo di suolo, dall’altro si deve autorizzare questa tipologia di fotovoltaico a “terra”. Non è vero che sotto i pannelli ci potrà essere produzione agricola. E’ facilmente intuibile che dopo gli scavi per i basamenti sui quali poggiare le strutture portanti per i pannelli, gli scavi per i cavidotti, le cabine elettriche, sulla terra smossa ci sarà solo pietrisco e poco altro, area nemmeno utile per far pascolare delle capre, senza considerare che il terreno non potrà beneficiare delle piogge. Credo che tutti conosciate il mio impegno per l’ambiente: ci sono siti compromessi, capannoni industriali, tetti di civile abitazione che potrebbero essere utilizzati, ma ovviamente hanno costi superiori ed è più comodo privilegiare per motivi economici un terreno vergine. Sono favorevole alle rinnovabili – aggiunge Papurello – agli invasi per l’acqua, non per dire no a prescindere, ma l’uso sconsiderato di terreni in nome delle rinnovabili mi trova contrario. Ho desiderato rendervi edotti sulla vicenda prima che a lavori iniziati veniate a dirmi “ il sindaco non ci ha informati dell’installazione».