Il mondo della cultura e dell’editoria indipendente piemontese piange la scomparsa di Gherardo Priuli, spentosi all’età di 82 anni.
Addio all’editore Gherardo Priuli, fondatore di Priuli & Verlucca
Fondatore, insieme a Cesare Verlucca, della storica casa editrice Priuli & Verlucca, è stato per oltre mezzo secolo il punto di riferimento assoluto per la narrativa, l’etnografia e la valorizzazione della cultura alpina e del territorio.
Riconoscibile a prima vista per il suo immancabile farfallino e il sorriso garbato, Priuli non si è mai limitato a stampare volumi: ha immaginato, costruito e dato una veste d’eccellenza alla storia delle nostre montagne.
Chi era Gherardo Priuli, l’editore simbolo dell’editoria indipendente
Nato con la passione per la tipografia, Gherardo Priuli apparteneva a quella rara cerchia di editori artigiani. La svolta della sua vita professionale avviene nel 1971, dall’incontro con Cesare Verlucca (allora dipendente Olivetti). Da quell’amicizia nacque un progetto quasi per caso, inaugurato dal successo inaspettato del libro “I samaritani della roccia” di Cesare Ottin Pecchio.
Da quel momento, la casa editrice ha pubblicato circa 1200 titoli, trasformandosi nel custode della memoria delle Alpi, delle carte geografiche antiche, dei codici miniati e delle tradizioni popolari.
Il successo di Priuli & Verlucca: dalle grandi montagne ai libri d’arte
Sotto la guida di Priuli, la casa editrice ha saputo innovare e stupire il mercato editoriale. Negli anni Ottanta, grazie a tecnologie d’avanguardia, i loro volumi hanno raccontato non solo il Monte Bianco o le Dolomiti, ma anche grandi capitali come Venezia, Parigi, Berlino e New York.
Tra le collane e le opere più celebri nate dalla sua straordinaria curiosità si ricordano:
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I Licheni: la prestigiosa collana dedicata alla cultura di montagna.
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Quaderni di civiltà e cultura piemontese: un pilastro per la storia locale.
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Trecentosessantagradi: volumi pionieristici con spettacolari immagini panoramiche apribili fino a due metri, realizzati con il fotografo Attilio Boccazzi Varotto.
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I facsimili e i libri-scultura: edizioni preziosissime a tiratura limitata, con bronzi incastonati in copertina e destinate ai collezionisti di tutto il mondo, con un valore superiore ai 2700 euro.
“Mio padre era un uomo rigoroso, appassionato di montagna fino alla fine. Aveva una curiosità inesauribile” – lo ricorda così il figlio Luca Priuli.
L’eredità culturale e il futuro della casa editrice
I funerali di Gherardo Priuli si terranno a Romano Canavese, il paese in cui l’editore si era trasferito per dirigere la sua amata tipografia.
Oggi la continuità aziendale è assicurata dal figlio Luca Priuli (che ha ereditato la guida della casa editrice) e dal nipote Tommaso. L’insegnamento più grande che Gherardo lascia alle nuove generazioni di editori risiede nella ricerca ossessiva della qualità: un buon libro deve essere curato in ogni minimo dettaglio, nei contenuti così come nella forma, sia che costi una decina di euro, sia che valga una fortuna.