Aggredita una donna dopo aver ripreso un gruppo di giovani che stava rompendo le bottiglie in strada, a Rivarolo: picchiata e cellulare distrutto.
Aggredita una donna
Rivarolo la scorsa settimana è stata teatro di un altro, l’ennesimo, episodio violento. Stavolta a farne le spese è stata una donna, Desiree (nella foto), 41 anni, che nella notte fra giovedì 9 e venerdì 10 aprile 2026, intorno a mezzanotte e mezza nella centralissima via Domenico Viano, è stata aggredita da un gruppo di giovani. Un branco. «Stavo rientrando a casa, dopo aver passato la serata alla festa organizzata a Favria insieme ad una mia amica», racconta al nostro giornale il giorno dopo l’aggressione Desiree, ancora senza voce dopo le urla e le grida di aiuto della notte prima.
Il drammatico racconto
«Tenevo in braccio il mio cane, un cucciolo di Labrador di appena tre mesi, e sotto casa di un ragazzo che abita sempre nella stessa via, c’era un gruppo di 25 o 30 persone, fra cui anche alcune ragazze, con in mano delle bottiglie di vetro vuote. Avevano appena rotto una vetrina, buttato giù i bidoni dell’immondizia e spaccato tutto», spiega.
Il gruppo si era radunato lì perché uno dei ragazzi si era presentato sotto casa dell’ex fidanzata. Ne è nata una lite accesa, tra urla e insulti: «Quando ho visto la scena, ho cercato di fare il video per riprendere quello che stava accadendo e una delle ragazze che si trovava lì con loro però mi ha vista e ha detto al suo amico di andare via, che qualcuno lo stava riprendendo».
Un calcio, le spinte e la caduta rovinosa sull’asfalto. Da quel momento la situazione è precipitata. «Lui ha capito che ero io che stavo facendo il video col cellulare, si è diretto verso di me e mi ha tirato un calcio. Io sono caduta per terra e lui mi ha colpito ancora. Poi mi ha preso il telefono ed è scappato. Il mio vicino di casa – ricostruisce la donna – si è messo a urlare affinché qualcuno mi riportasse indietro il telefono. Ho riavuto il mio cellulare ma era in 1000 pezzi».
«Non so se il video sia stato perduto. Potrebbe essere recuperato, dovrò affidarlo ad un tecnico che possa recuperarlo», aggiunge. A quel punto Desiree lascia la sua cagnolina alla vicina di casa e chiede ai presenti di chiamare i soccorsi, ma in zona si trova già una pattuglia dei carabinieri che dopo aver ascoltato il suo racconto chiamano l’ambulanza. Desiree viene portata all’ospedale di Cuorgnè, ma qui non viene visitata. Dal momento della registrazione del suo accesso al Triage, alle dimissioni passano appena pochi minuti. «La cosa assurda è che in ospedale non mi hanno visitato. Nel referto medico c’è scritto “contusioni multiple”. Non mi hanno visitato. Ora di accettazione 1.28, ora di dimissione 1.35. Non mi hanno fatto niente. Sabato mattina, quando sono tornata, mi hanno diagnosticato la frattura di una costola».
La preoccupazione
Desiree non si sente tranquilla, da Torino si è trasferita in Canavese appena un anno fa e non è il primo episodio che la vede vittima.
Lo scorso anno le era stata rubata l’auto, una “vecchia Fiat Punto sgangherata”, come la definisce lei stessa. «Sono stufa, non è logico assistere e subire tutta questa violenza. Se avessero avuto in mano un coltello, cosa sarebbe potuto accadere?».
Inoltre la donna ha una figlia di 14 anni: «Ho paura per lei, dopo quello che è successo, non sono tranquilla a farla uscire da sola. Non è logico vivere così». Ora gli inquirenti sono al lavoro, la donna ha presentato denuncia, anche visionando le telecamere della zona per ricostruire l’esatta dinamica di quella serata.
Oramai Rivarolo però non è più, da tempo, un paese tranquillo ma gli episodi di violenza si fanno sempre più frequenti e i rivarolesi iniziano ad avere paura di girare di sera anche in pieno centro. Ed è facile andare con la mente in Toscana, a Massa. Giovani allo sbando, senza regole, pronti ad aggredire chi cerca un po’ di tranquillità e rispetto.