Agliè piange Giovanna Riccardi, la «decana» del Meleto
La scomparsa
È morta ad Agliè, all’età di 98 anni, Giovanna Riccardi, la «decana» del Meleto, storica villa ottocentesca legata alla figura di Guido Gozzano, della quale per oltre mezzo secolo è stata custode appassionata e anima discreta. I funerali si sono celebrati mercoledì 31 dicembre nella parrocchia torinese dei «Santi Angeli Custodi»; al termine della cerimonia, la salma è stata tumulata nel cimitero alladiese. Nata nel 1927 a Castelceriolo, sobborgo di Alessandria, Riccardi ha vissuto a lungo a Torino, dove si è laureata in Lingue e ha insegnato francese nelle scuole superiori.
L’abbandono e l’acquisto
Nel 1972, insieme al marito Francesco Conrieri, medico in pensione, acquistò la villa di Gozzano. «La dimora è rimasta di proprietà dei Gozzano fino al 1912 – racconta la figlia Lilita Conrieri – In seguito fu acquistata da un contadino di Agliè, poi dalla signora Edvige Gatti Facchini, fino a quando, nei primi anni Settanta, fu abbandonata. La villa fu privata degli arredi, ogni cosa andò in rovina. Il Comune purtroppo non riuscì a intervenire: la villa non era monumento nazionale. Pensi che si pensava di trasformarla in una scuderia». Fu allora che Francesco Conrieri, «che era una sorta di mecenate dell’arte», e sua moglie Giovanna Riccardi, «che ne era rimasta innamorata», decisero di acquistarla, «non per ragioni economiche, ma sentimentali».
Il restauro e la riapertura
I coniugi avviarono quindi un importante intervento di restauro, ricostruendo gli ambienti e recuperando gli arredi in parte finiti in Francia. Un lavoro accurato, durato tre anni, che nel 1975 consentì la riapertura della dimora al pubblico. «Mia madre, che aveva gusto per gli arredi, ne curò anche il giardino – aggiunge Conrieri – e, quando mio padre morì, nel 1991, se ne prese cura, accogliendo negli anni numerosi personaggi della cultura e del giornalismo, tra cui Vittorio Sgarbi, Enzo Biagi, Catherine Deneuve… Mi piace ricordarla come la “vestale” del Meleto».
Il Meleto oggi
Oggi la dimora, nonostante le difficoltà legate a scarsi finanziamenti e scarsa visibilità, resta viva. Dal 2011 organizza un prestigioso premio letterario dedicato al poeta crepuscolare. «Oggi il Meleto non è solo un Museo privato, ma un luogo di presentazioni di libri e conferenze – conclude Conrieri –, e quest’anno partirà anche un seminario di scrittura con Dario Voltolini».