Oltre tre milioni di euro investiti per migliorare la sicurezza e l’efficienza energetica dell’edificio, nuovi laboratori e una serra per le colture idroponiche. Eppure, all’interno dell’Istituto superiore “Federico Albert”, ci sono ancora infiltrazioni, controsoffitti deteriorati e servizi igienici che necessitano di riparazioni.
Aiuto, l’istituto Albert è un “colabrodo”
È il contrasto denunciato dal consigliere comunale di opposizione Matteo Filippin, capogruppo di Lanzo per Noi, che ha diffuso alcune fotografie degli ambienti scolastici chiedendo interventi urgenti e un piano di riqualificazione complessivo. La vicenda è arrivata anche all’attenzione della Città Metropolitana di Torino. La consigliera Caterina Greco nei giorni scorsi ha incontrato studenti e dirigenza scolastica per affrontare le criticità della struttura, dal rifacimento del tetto ai problemi dei bagni e delle porte interne. Nell’immediato sono stati annunciati lavori di riparazione per ripristinare la funzionalità dei servizi igienici e delle porte, mentre resta da individuare la copertura economica per gli interventi straordinari più impegnativi. «Controsoffitti deteriorati, materiali caduti nei servizi igienici, infiltrazioni e ambienti degradati: immagini già viste, ma le fotografie provenienti dall’Istituto Federico Albert sono attuali e raccontano una situazione che richiede verifiche e interventi urgenti», afferma Filippin. Il consigliere richiama soprattutto il valore che questa scuola rappresenta per il territorio.
Struttura da oltre 1000 persone
Con circa 960 studenti e 140 docenti, una quarantina dei quali di sostegno secondo le informazioni da lui raccolte, oltre al personale non docente, l’Albert è una comunità di oltre mille persone. Ma soprattutto è l’unico istituto di istruzione superiore delle Valli di Lanzo, un riferimento per centinaia di famiglie che, diversamente, dovrebbero affrontare lunghi spostamenti quotidiani verso Torino. Una presenza che incide anche sull’economia cittadina, dal commercio ai servizi, dai trasporti al mercato degli affitti. E che assume un valore ancora maggiore in un territorio montano dove mantenere opportunità di studio e lavoro significa anche contrastare lo spopolamento. Negli ultimi anni la scuola è stata destinataria di investimenti importanti. Oltre 3,2 milioni di euro di fondi PNRR sono stati destinati agli interventi di adeguamento normativo e sismico e di miglioramento energetico. A questi si aggiungono i 900mila euro investiti per la serra idroponica e i nuovi laboratori, inaugurati nell’aprile scorso. Proprio alla luce di queste cifre, secondo Filippin, risulta difficile accettare che permangano situazioni di degrado negli ambienti utilizzati quotidianamente dagli studenti. «Una scuola non può essere innovativa nei laboratori e trascurata nei servizi igienici», osserva il consigliere, che non mette in discussione l’impegno della dirigenza e degli insegnanti, ma chiede alle istituzioni di assumersi la responsabilità delle condizioni dell’edificio. La manutenzione degli istituti superiori compete alla Città Metropolitana, ma per Filippin il futuro dell’Albert non può essere considerato una questione esclusivamente edilizia. Da qui la proposta di convocare un tavolo operativo e politico che riunisca Città Metropolitana, Comune, Regione Piemonte, le due Unioni Montane, dirigenza scolastica e rappresentanti degli studenti. Un confronto al quale, secondo il capogruppo di minoranza, dovrebbero partecipare anche il sindaco metropolitano Stefano Lo Russo, il vicesindaco Jacopo Suppo, la consigliera Caterina Greco, l’assessore comunale all’Istruzione Ernestina Assalto, il presidente nazionale UNCEM Marco Bussone e il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Giovanni Ravalli, già docente dell’istituto. L’obiettivo sarebbe definire un piano straordinario di riqualificazione, individuare finanziamenti, stabilire le priorità e soprattutto fissare tempi e responsabilità degli interventi, evitando che ogni ente proceda separatamente. «Le istituzioni non possono pretendere rispetto se non sono capaci di dimostrarlo. E la prima forma di rispetto verso i giovani è offrire loro luoghi degni nei quali crescere», conclude Filippin. Le riparazioni annunciate rappresentano una prima risposta ai problemi più immediati. Resta però aperta la questione degli interventi strutturali e delle risorse necessarie per realizzarli. Per una scuola che accoglie quasi mille ragazzi e costituisce un riferimento per tutte le Valli di Lanzo, è una risposta che riguarda ben più delle sole mura dell’edificio.