Anziana cade sulle strisce dissestate a Volpiano: dopo due anni di odissea, non ha ottenuto alcun tipo di risarcimento.
Anzia cade sulle strisce: l’odissea
Due fratture, due mesi a letto e spese ingenti per le cure. È quanto ha dovuto affrontare una donna di 71 anni, caduta mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, a Volpiano. A ricostruire la vicenda, dopo quasi due anni, è la stessa donna, che ha deciso di raccontare l’esperienza vissuta e il lungo iter seguito nel tentativo di ottenere un risarcimento. «A dicembre 2024 sono caduta mentre attraversavo sulle strisce pedonali quasi inesistenti in via Verdi, finendo in una buca. Sono stata subito soccorsa da un passante. Fortunatamente, con i guanti ho attutito il colpo senza sbattere la faccia. Lì per lì pensavo fosse solo una slogatura, ma quella sera, a casa, non riuscivo ad appoggiare il piede, avevo male al fianco e facevo fatica a respirare. Continuavo ad avere dolore e così i miei figli mi hanno portata all’ospedale di Ciriè, dove gli accertamenti hanno evidenziato la rottura del malleolo e la frattura di due costole. Le lesioni mi hanno costretta a letto per due mesi e ho dovuto sostenere ingenti spese per la fisioterapia».
La donna, subito dopo l’incidente, ha inoltre documentato con alcune fotografie le condizioni della strada. «Abbiamo scattato le foto e, il giorno successivo, la strada è stata asfaltata».
La richiesta di risarcimento
Da qui è iniziato il lungo percorso per chiedere il risarcimento dei danni subiti. «A distanza di quasi due anni, però, l’assicurazione ha rifiutato il risarcimento per la mancanza di testimoni».
A quel punto, la donna e la sua famiglia si sono attivate per rintracciarli. «Abbiamo messo degli annunci tra via Verdi e via Genova, oltre che sui gruppi di Volpiano, e finalmente li abbiamo trovati».
Il ritrovamento dei testimoni, tuttavia, non ha risolto la situazione. «Ora mi viene contestata una presunta disattenzione e mi è stato spiegato che non basta un testimone, ma che devono essere valutati diversi aspetti, tra cui l’altezza della buca. Io, però, sono caduta per le condizioni della strada e non voglio rinunciare a ciò che ritengo mi spetti. Per me si è trattato di un vero e proprio infortunio, con conseguenze concrete sulla mia salute e sulla mia vita quotidiana», osserva la donna, che conclude il suo racconto con alcune amare riflessioni: «Ma davvero un cittadino deve pagare le conseguenze di una strada dissestata? La manutenzione e la sicurezza delle strade sono responsabilità di chi le gestisce. È giusto che una persona debba affrontare tutto questo, dopo aver subito lesioni e sostenuto spese importanti, senza ottenere giustizia?».