Cronaca

Arrestato altro jihadista, si tratta di un cuneese di 19anni

Si tratta di un cittadino marocchino residente a Fossano.

Arrestato altro jihadista, si tratta di un cuneese di 19anni
Cronaca Torino, 30 Marzo 2018 ore 09:55

Arrestato altro jihadista. Dopo l'arresto di mercoledì scorso di Halili el Mahdi, 23enne marocchino naturalizzato italiano nato a Ciriè e residente a Lanzo.

Arrestato altro jihadista a Fossano

All’alba di oggi, venerdì 30 marzo, il Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, supportato dall’Arma del Comando Provinciale di Cuneo, ha dato esecuzione a Fossano (Cuneo) al fermo Hadouz Ilyass, cittadino marocchino di 19 anni. A dare l'ordine di fermo la Procura Distrettuale di Roma Gruppo Antiterrorismo. L'accusa per il giovane è di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità del terrorismo e partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale.

Frasi sui social inneggianti alla jihad

Le indagini hanno accertato che il ragazzo, attraverso i suoi numerosi account social inneggiava alla jihad e al martirio. Sui Facebook, in particolare, scriveva, riferendosi alla morte nella concezione dello shahid: “…E’ deprimente morire di vecchiaia…”; mentre scriveva riferendosi al destino che la divinità ha in serbo per coloro che non credono nella parola di Allah “…Ai miscredenti saranno destinati giorni neri che faranno imbiancare i capelli ai bambini…” impegnati a “…toglierci la luce senza sapere che siamo l’oscurità…”.

Le indagini

Proprio da queste sue frasi scritte sui social sono partite le indagini con l’obiettivo di verificare i legami di Hadouz con gli ambienti del terrorismo confessionale.

Le indagini hanno infatti confermato i timori dell’adesione del 19enne alle fila terroristiche, il ragazzo aveva anche un ulteriore profilo Facebook collegato direttamente a blog e comunity intrise di retorica jihadista.

Negli ultimi giorni poi Hadouz aveva pubblicato su uno dei suoi profili social la foto di un Corano esposto alla luce di un cielo stellato su una distesa di sabbia, contenente un riferimento diretto al daesh. Contemporaneamente il ragazzo aveva scritto, sempre su Facebook, una frase evocativa della protezione di Dio e della buona sorte nell’accingersi ad affrontare una nuova sfida.