Cronaca

Bambino abbandonato in casa da solo, genitori denunciati

Fu lo stesso bambino a chiamare il 113.

Bambino abbandonato in casa da solo, genitori denunciati
Cronaca Ivrea, 27 Marzo 2018 ore 10:41

Bambino abbandonato, rimane da solo a casa a 11 anni e chiama le autorità.

Bambino abbandonato

Un bambino di undici anni rimane da solo in casa per venti minuti: è sufficiente per causare ad entrambi i genitori una denuncia per abbandono di minore, giunta in aula al Tribunale di Ivrea giovedì, 22 marzo. Il fatto in questione risale al 29 marzo 2015: il ragazzino, ospite del padre dopo la travagliata separazione dei genitori avvenuta nel 2014, si rifiuta categoricamente di uscire di casa con il padre e la nuova compagna di lui e, mentre i due, dopo avergli lasciato il cellulare per essere prontamente chiamati in caso di necessità, fanno una breve passeggiata nel parco vicino a casa.

La chiamata al 113

Rimasto solo, chiama la madre, che si trova ad una cinquantina di chilometri di distanza, che lo esorta a chiamare il 113. Quando il padre e la sua compagna pochi minuti dopo tornano a casa trovano la Polizia, che denuncia entrambi i genitori per abbandono di minore: anche la madre lontana, per non esserselo venuta a riprendere.

Figlio di genitori separati

I due genitori hanno tuttora in corso una causa civile per l’affido del minore, una guerra senza esclusione di colpi: il padre, infatti, deve rispondere anche di un’altra accusa, relativa ad un fatto avvenuto il 1 marzo 2015. In quell’occasione il bambino avrebbe ricevuto un ceffone dal padre dopo essersi rifiutato di partecipare ad un pranzo domenicale al ristorante e sarebbe stato tirato fuori da sotto il tavolo dove si era rifugiato: tanto è bastato per giustificare un’accusa di violenza privata e lesioni, di fronte alla quale il padre si difende sostenendo di avere semplicemente cercato di correggere l’atteggiamento testardo e maleducato del figlio.

I nonni erano in casa, nell'appartamento al piano inferiore

Durante l’esame dell’imputato dell’udienza del procedimento a suo carico svoltasi il 22 marzo, il padre ha anche raccontato che non avrebbe lasciato il figlio solo se avesse pensato che i suoi genitori, che vivevano al piano inferiore, non fossero stati a casa. Inoltre, in merito allo schiaffo al figlio, ha sottolineato di essersi soltanto comportato da padre e genitore. Il ragazzino, oggi quasi quindicenne, tuttavia, non avrebbe più voluto vedere il padre dopo i due episodi. Rinvio al 9 aprile per la sentenza.

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