Il Personaggio

Carlo Demarchi il mondo visto dai Tre Re

«conservo i libri delle dediche e delle firme dei nostri clienti, alcuni dei quali furono davvero illustri, come cinque Presidenti della Repubblica».

Carlo Demarchi il mondo visto dai Tre Re
Cronaca Castellamonte, 27 Giugno 2021 ore 10:28

Carlo Demarchi ristoratore e albergatore porta avanti una tradizione di famiglia iniziata nel lontano 1915.

Carlo Demarchi

Carlo Demarchi, orgoglioso castellamontese, ha dato lustro alla città della ceramica facendola conoscere grazie al ristorante familiare «Tre Re» che ha ospitato clienti provenienti da ogni dove: «Nel 1915 mia nonna Teresa Vallotti acquistò l’albergo Tre Re che, dopo diverso tempo, fu preso in mano da mio padre Ferruccio Demarchi e da mia madre Laura Persico. Con loro l’azienda ebbe un insperato successo, portando a estendere la conoscenza del locale oltre i confini canavesani e nazionali. Infatti arrivarono clienti russi, cinesi, africani, tanti americani del nord e del sud e, per questo motivo, spesso affermavamo di aver servito tutto il mondo».

Da Einaudi a Cossiga

A metà degli anni Cinquanta Carlo Demarchi, insieme ai fratelli Luciano e Vincenzo, prendeva le redini dell’azienda: «Vi entrai con gioia. Il lavoro era gratificante, la clientela arrivava e usciva dal ristorante sempre soddisfatta, con nostra grande felicità.
Furono cinquant’anni di emozioni e, ancora adesso, conservo i libri delle dediche e delle firme dei nostri clienti, alcuni dei quali furono davvero illustri, come i cinque Presidenti della Repubblica che servimmo: Luigi Einaudi, Oscar Luigi Scalfaro, Giuseppe Saragat, Carlo Azeglio Ciampi e Francesco Cossiga». L’albergo continuava a riscuotere successo sia a livello nazionale che internazionale: «Nel 1956 la guida Michelin pubblicò la prima edizione del dopoguerra per l’Italia del nord e fummo segnalati. Dieci anni dopo arrivò la prima stella. Nel 1968 la “Confrérie de la chaine des Rotisseurs” di Parigi mi conferì, presso il Museo della tecnica di Milano, il titolo di maitre de table. Inoltre, nello stesso anno, la “Confrérie de la Grolla” di Aosta mi assegnò la Grolla».

Festa col drone

Nel 2006 Carlo Demarchi decideva, in accordo con suo fratello, di vendere l’azienda e il fabbricato a un industriale della zona, con la promessa che i due ex proprietari avrebbero aiutato la nuova gestione: «Rimanemmo ai Tre Re ancora per dieci anni: nel 2016 celebrammo il centenario, organizzando due banchetti serali ed una serata libera con i nostri più affezionati clienti e amici. In totale servimmo 500 persone. Rivedendo le riprese fatte con un drone, ancora oggi, ho davanti ai miei occhi il secolo di storia che la mia famiglia e l’azienda hanno scritto».

Classici greci a memoria

Il tempo libero che il lavoro in albergo lasciava a Carlo Demarchi, questi lo utilizzava per dedicarsi ad uno dei grandi amori della sua vita: la lettura di volumi con, spesso, la memorizzazione di brani poetici dei classici greci e latini, degli autori italiani e stranieri che, ancora oggi, ricorda e recita ogni volta che sua moglie gli chiede di farlo. «Se avessi scelto una facoltà universitaria che inglobasse questi studi, la mia laurea farebbe ora bella mostra di sé. In compenso non ho mai smesso né trascurato questo amore. Ancora adesso arricchisco la mia cospicua biblioteca, che ormai conta circa 4000 volumi». La passione per le lettere si traduceva anche nella scrittura sia di articoli pubblicati su diverse riviste e giornali, tra cui vi era il giornale di Castellamonte, sia nella stesura di poesie che egli stesso componeva, lasciandosi ispirare dalle sue clienti oppure eseguite su richiesta.

Re Pignatun

Il verseggiatore trovò fortuna anche nella prosa, prima con il libro «Le poesie di Costantino Nigra», di cui fu coautore con Roberto Favero e Gino Giorda, e poi con «Due soldi all’ombra del campanile», opera che racchiude la storia familiare legata da un fil rouge con quella dell’albergo «Tre Re»: «Entrambi i lavori hanno avuto fortuna, tant’è che adesso, viste le richieste che mi arrivano, sto ripensando di far ristampare il mio ultimo libro». Carlo Demarchi è stato, ed è ancora coinvolto, nella società a cui ha dato tanto e che, d’altra parte, lo conosce e lo apprezza. Nel 1975 gli organizzatori dello Storico Carnevale di Castellamonte l’hanno effigiato della statua del Re Pignatun e, due anni dopo, è stato nominato Primo console. Oltre alla sua presenza all’interno di uno degli eventi più importanti della città della ceramica, Carlo Demarchi ha ricoperto cariche di grande livello: è stato il primo Presidente, nel 1974, del Club Alto Canavese dei Lions e ancora oggi ne fa parte come socio perpetuo; per alcuni anni è stato membro della Commissione edilizia di Castellamonte e, infine, anche in ambito bancario la sua figura è stata richiesta per ricoprire importanti ruoli. Adesso Carlo Demarchi rivive la sua vita attraverso i ricordi che custodisce gelosamente e che, ogni volta che ne racconta una parte, sorride, fiero di tutto ciò che, in passato, ha vissuto.