BALANGERO

«Casa Margherita» rischia di chiudere: servono aiuti economici per salvarla

L'emergenza Covid, che non ha interessato la struttura, dove non c'è stato nessun contagio, ha però reso necessarie delle spese non previste per adeguarsi alle nuove normative

«Casa Margherita» rischia di chiudere: servono aiuti economici per salvarla
Lanzo e valli, 24 Giugno 2020 ore 16:15

«Casa Margherita» rischia di chiudere: servono aiuti economici per salvarla

«Casa Margherita» rischia di chiudere:
servono aiuti economici per salvarla

La residenza per anziani «Casa Margherita» ha bisogno di aiuto. E subito! Gestire in attivo una simile struttura dove ci sono 24 posti letto e non sono attualmente tutti occupati per via dell’emergenza Covid-19 e la necessità di tutelare chi è già ospite, è diventato difficile. Per non dire quasi impossibile. E’ una situazione di emergenza quella in cui versa la struttura collocata accanto alla storica chiesa di San Giacomo. Sulla vetta del “Truc” in una posizione che, dall’alto, domina tutto il paese e fa l’occhiolino alle montagne delle Valli di Lanzo. Ma la posizione bella, il fatto che lassù il Coronavirus non sia mai arrivato e che ospiti e personale non siano stati contagiati, non vuol dire che la situazione sia rosea e che «Casa Margherita» sia una isola felice.

L’appello della direttrice:
«E’ un momento di crisi, inutile nasconderlo, aiutateci!»

«E’ un momento di crisi, inutile nasconderlo. E poi sarebbe scorretto nei confronti della popolazione che pensa, magari, che nella nostra struttura non ci siano problemi – commenta la direttrice Maria Virgina Teppa – In tutti questi anni siamo sopravvissuti grazie alle offerte che ci sono pervenute e grazie ad un oculato risparmio che abbiamo operato su ogni piccola spesa. Ma ormai non basta più e l’emergenza Covid, sebbene non ci abbia toccato perchè da noi non c’è stato alcun contagio, ci ha comunque obbligati a sostenere delle spese extra nel rispetto dei vari decreti e regolamenti in materia di sicurezza. Sono molto preoccupata, lo confesso. I 24 posti letto non sono attualmente tutti occupati. Per via dell’emergenza Covid non abbiamo accolto al momento altri ospiti per tutelare quelli che già dimorano nella nostra struttura. Credo sia opportuno sensibilizzare i balangeresi in merito riguardo alla nostra situazione critica e chiedere loro di darci una mano. Ogni piccolo aiuto è per noi molto importante per preservare un bene e un servizio che è motivo di orgoglio per tutta la comunità. Sarebbe spiacevole – conclude la direttrice – dover chiudere Casa Margherita dopo tutti questi sforzi. Ormai non basta più la buona volontà di chi opera in Rsa, abbiamo bisogno di aiuti economici per sopravvivere».

Grazie ai privati, volontari e associazioni che hanno dato una mano fornendo del materiale sanitario alla residenza per anziani

In questi mesi di aiuti ne sono arrivati e per la residenza per anziani è stato molto importante. «Grazie a tutti gli operatori che hanno lavorato e lavorano con scrupolo e responsabilità seguendo correttamente le disposizioni e le mie infinite raccomandazioni – prosegue Maria Virginia Teppa – In modo particolare l’infermiera Giorgia Capucchio per la disponibilità e per la serietà con cui svolge il suo lavoro. Grazie all’amica dottoressa Marilena Casassa Vigna per la collaborazione e per il sostegno, anche morale, quotidiano, al dottor Guglielmo Morra per la direzione sanitaria, al sindaco Franco Romeo per i graditi consigli e per la vicinanza, al dottor Enrico Bo, alla dottoressa Giovanna Catella e a Luigi Fassero, nipote dei fondatori Margherita e don Giuseppe Fassero per il fattivo interessamento. Riguardo al reperimento dei dispositivi di protezione, ringrazio per il fondamentale aiuto al dottor Stefano Rossi che ha regalato oltre 1000 mascherine. Grazie per la solidarietà alla Pro Loco, la Protezione Civile, il Sea, la Croce Rossa, i Vigili del Fuoco, gli Alpini e Desirè Vezzetti, le signore Borla, Rosanna Marietta, il signor Piccatti per le offerte di mascherine e generi alimentari. Grazie alle gentili persone che ci hanno prestato i tablet, i parenti degli ospiti per la fiducia accordataci e tutti quelli che mi hanno contattata per rincuorarmi e per esprimere la vicinanza in questo difficile momento. Dobbiamo cercare di riprendere la normalità, ma senza aiuti concreti sarà difficile».

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