Commenti polemici dei canavesani sul crollo del ponte a Genova

Gli sfoghi affidati ai social.

Commenti polemici dei canavesani sul crollo del ponte a Genova
Rivarolo, 15 Agosto 2018 ore 08:35

Commenti polemici dei canavesani. Canavese sotto choc per quanto accaduto ieri, abbiamo raccolto due commenti diversi fra loro ma ugualmente forti.

Commenti polemici dei canavesani

Quanto successo ieri a Genova ha suscitato sdegno, tristezza e dolore. In tantissimi hanno affidato ai social i propri pensieri.

Il commento del Sen. Bozzello

Fra i canavesani c'è chi ha lanciato l'allarme con la paura che quanto accaduto a Genova possa accadere anche nel nostro territorio. Il senatore Eugenio Bozzello è tornato a chiedere a gran voce un intervento sul Ponte Preti.

In questo momento di grande dolore per tutta l'Italia, voglio stringermi simbolicamente a tutti i famigliari delle vittime della Tragedia di Genova e ringraziare tutti coloro che stanno portando aiuto in quella zona.
Questa tragedia però deve sin da subito insegnarci molto,prevenire prima di soccorrere.
Ritorno nuovamente sulla delicata situazione del nostro "Ponte Preti".
Dopo alcuni articoli e alcune interviste tutto nuovamente si è fermato in attesa che i tecnici trovino delle soluzioni (sono nel cassetto piene di polvere) e i politici attuali le avvallino. Bisogna almeno intervenire sui mezzi pesanti.
Penso e credo che il divieto di transito urgente ai mezzi pensati ora sia una soluzione più che praticabile e senza costi l'autostrada Ivrea-San Giorgio è più che comoda, basta solo volerlo non piangiamo dopo, interveniamo prima!

Sen Eugenio Bozzello

Il commento dell'ex vicepresidente di Rivabanca Buffo

Anche l'ex vicepresidente di Rivabamca (oggi Banca d'Alba) Giancarlo Buffo ha affidato a Facebook il proprio pensiero. Il suo sfogo invita la classe dirigente del Paese a concentrarsi su problemi di massima urgenza come quello della "manutenzione" delle infrastrutture.

Il drammatico disastro di Genova è l’ennesima testimonianza di un Paese la cui classe dirigente si divide e si confronta sulle marginalità del sistema senza occuparsi dei veri problemi dell’Italia. Occorre un appello alle energie migliori del Paese per un nuovo modello di sviluppo che concentri le risorse in un grande piano di “Manutenzione Italia”, tempificando la realizzazione delle opere non con semplici quanto inutili promesse elettorali ma con un impegno solenne a realizzare quanto programmato nei tempi e con le modalità tipiche di ogni investimento. Su questo modello si apra una nuova stagione di fatti concreti e si chiuda la farsa degli sterili annunci che hanno pervaso l’ultimo decennio.

Giancarlo Buffo