Controlli nel ristorante sushi di Burolo: titolare denunciato e multato per più di 20mila euro.
Controlli nel ristorante
L’operazione eseguita nei giorni scorsi dai Carabinieri di Ivrea ha registrato il suo intervento più rilevante a Burolo, dove le forze dell’ordine e il personale specializzato dell’Asl To4 hanno effettuato una capillare ispezione igienico-sanitaria e lavoristica presso un ristorante sushi della zona. L’accertamento ha portato alla denuncia del titolare ventinovenne dell’attività commerciale per una pluralità di reati e violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Stanze e bagni adibiti a dormitorio
All’interno dello stabile, i militari e gli ispettori hanno scoperto ben 21 stanze e 4 bagni adibiti abusivamente a locali dormitorio per i dipendenti, strutturati senza i minimi requisiti di abitabilità e privi di adeguate aperture per la ventilazione. È emerso inoltre che l’area originariamente destinata a deposito alimenti era stata
trasformata in dormitorio senza alcun titolo abilitativo per il cambio di destinazione d’uso.
27 dipendenti, nessuna visita medica
Le verifiche condotte hanno permesso di controllare ventisette dipendenti, tra i quali è stato individuato un lavoratore impiegato completamente “in nero”. Per la totalità del personale è stata inoltre riscontrata la mancata sottoposizione alle prescritte visite mediche di idoneità e la totale assenza della formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza.
Videosorveglianza non autorizzata
Nel corso dell’ispezione sono state contestate anche l’installazione di impianti di videosorveglianza non autorizzati e non conformità lungo la filiera agroalimentare. A fronte delle gravi irregolarità emerse, il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Torino ha disposto il sequestro preventivo di tutti i locali adibiti a dormitorio, comminando al titolare dell’esercizio ammende e sanzioni amministrative per un importo complessivo pari a più di 20.00,00 euro.
I provvedimenti a carico dei soggetti e persone giuridiche citate sono stati emessi durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.