Coronavirus servono mascherine e protezioni per gli infermieri

La denuncia del sindacato NurSind che si sta attivando per cercare di acquistare dispositivi

Coronavirus servono mascherine e protezioni per gli infermieri
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Coronavirus servono mascherine e protezioni per gli infermieri negli ospedali di Torino e provincia.

Coronavirus servono mascherine e protezioni

Negli ospedali di Torino e provincia per il Coronavirus servono protezioni per gli infermieri.  Nelle foto pubblicate nella gallery infatti si vede come alcuni siano costretti ad operate. Utilizzino sacchi dei rifiuti per impermeabilizzare le zone scoperte. In alcuni casi altri sono stati costretti anche ad utilizzare pellicola trasparente da cucina per coprirsi le braccia. Le mascherine continuano a scarseggiare, tant'è che a volte sono anche obbligati a conservarla per il giorno successivo,  quando però non hanno più nessuna efficacia.

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Foto 1 di 4

Protezioni

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Un sacco come protezione

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Foto 3 di 4

Protezioni improvvisate

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Foto 4 di 4

Protezioni a un letto

 

La denuncia del NurSind

"Anche gli infermieri meritano tutela! Chi si prenderà cura di loro? -  così il NurSind in una nota stampa denunciando la situazione - Dopo aver segnalato nei giorni scorsi ai Nas dei Carabinieri e alla Procura la grave carenza di dispositivi di  protezione individuale, abbiamo scritto al Ministro della Salute e al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Perché non è più ammissibile che il personale infermieristico e di supporto, metta a rischio la propria salute e quella dei suoi cari. A tal proposito abbiamo inviato 4 foto che arrivano da alcune aziende di Torino e provincia, in servizi dove il personale assiste  pazienti Coronavirus positivi".

La preoccupazione

"Siamo seriamente preoccupati perché molti colleghi sono positivi e stanno male. Addirittura un dipendente è ricoverato in terapia intensiva ed è intubato.  Siamo inoltre furibondi perché abbiamo scoperto  che un membro asintomatico della direzione di un noto ospedale Torinese, si è recato in Pronto soccorso per eseguire il tampone che è stato eseguito immediatamente, mentre ci sono infermieri che finiscono nella terra di nessuno. Infatti   abbiamo diversi colleghi che aspettano da giorni (anche 10) di ricevere notizie sul proprio referto del tampone o di essere chiamati per effettuarlo e nonostante scrivano al proprio servizio igiene o alla propria azienda, non ricevono risposte. Anche per questo oggi abbiamo inviato lettera a tutti gli uffici igiene, alle aziende e all'unità di crisi regionale -  hanno anche denunciato - Comprendiamo che il momento è difficile e delicato, ma proprio per questo chiediamo massima tutela. Chi si prenderà cura degli infermieri? Nursind nel frattempo si sta attivando per cercare di acquistare dispositivi di protezione individuale da dare alle aziende". Ma non sono ancora riusciti a trovarne una. Intanto prosegue la raccolta fondi lanciata da Asl To 4 e Regione Piemonte per sostenere gli ospedali.

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