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Elefantentreffen: 4 canavesani hanno partecipato al mitico raduno

I centauri partiti da Forno sono: il fornese Quinto Vieta, il cuorgnatese Francesco Felizia, Cristian Gottardo di Vische e il valchiusellese Mauro Avial.

Elefantentreffen: 4 canavesani hanno partecipato al mitico raduno
Rivarolo, 17 Febbraio 2019 ore 14:30

Elefantentreffen: 4 canavesani hanno partecipato al mitico raduno che si tiene in pieno inverno nelle foreste della Germania, sfidando freddo e maltempo.

Elefantentreffen

La passione per le due ruote spinge i motociclisti a compiere viaggi che spesso sono delle vere e proprie piccole imprese. Sfidando le intemperie, la fatica e le distanze spesso notevoli. Ma una volta conclusa l'avventura, rimane la soddisfazione per aver compiuto un qualcosa da raccontare ai posteri. Sono le sensazioni che hanno provato i quattro canavesani che nelle settimane scorse hanno inforcato i loro mezzi e sono partiti da Forno per raggiungere Loh Thurmansbang Solla, foresta che sorge in Germania, e prendere parte al mitico «Elefantentreffen». Per chi ama le moto si tratta di uno dei più importanti raduni a livello mondiale. Particolarissimo per il fatto che si tiene in pieno inverno, mettendo a dura prova i centauri di tutta Europa, che sfidano il ghiaccio e la neve per presenziare alla tre giorni in terra teutonica.

I 4 canavesani

Ecco i nomi dei 4 centauri del territorio: il fornese Quinto Vieta, il cuorgnatese Francesco Felizia, Cristian Gottardo di Vische, in rappresentanza del Centauro Club Forno, nonché il valchiusellese Mauro Avial, simpatizzante dello storico sodalizio altocanavesano, hanno macinato circa 1700 chilometri nello spazio di 72 ore, raggiungendo il luogo dove nel 2019 si è svolta la 63esima edizione del «Raduno degli Elefanti», nato nel 1956. «Bisogna viverlo e vederlo dal vivo per capire cosa significa questa manifestazione – raccontano i motociclisti che hanno affrontato la trasferta, tra l’altro in parte pure reduci dall’«Agnellotreffen» di Pontechianale – Vi saranno state oltre 2mila moto, giunte da tutto il continente, che letteralmente hanno sfidato la neve ed il ghiaccio, ovvero una costante della conca che ospita il raduno. E' stata una bella avventura, anche se alla fine siamo tornati parecchio provati».

Coda e maltempo

Non tanto per la distanza percorsa, ma per essersi purtroppo imbattuti nella coda che ha caratterizzato in quei giorni il Brennero, con chilometri e chilometri di coda, dovuti alla forte nevicata che ha sorpreso molti camionisti e automobilisti. «Un'attesa lunghissima e stressante – raccontano ancora i protagonisti di questo viaggio – anche perché in Austria nessuno ha avvisato chi transitava lungo l'autostrada che c'era questo blocco. Siamo tornati in piena notte a casa ed è stato un sollievo... Ma al di là di questo intoppo, per il resto è stato un viaggio positivo. Famiglie intere, uomini e donne di tutte le età hanno animato l’evento, che è forse una delle massime espressioni di ciò che significa amare la moto e viaggiare 365 giorni all'anno».