Elettrosmog: anche in Canavese circondati da antenne e ripetitori

Arpa ha indicato da 0 a 0.5 la densità «accettabile» e quindi indicata con disco verde; da 0.51 a 0.8 disco «arancione», dunque situazione non grave ma non del tutto regolare e oltre lo 0.81, «disco rosso», ovvero situazione fuori dalla norma.

Elettrosmog: anche in Canavese circondati da antenne e ripetitori
Rivarolo, 28 Aprile 2019 ore 12:45

E’ un nemico che non si vede. Invisibile. Del quale poco si parla ma che (potenzialmente) potrebbe avere effetti (negativi) sulla salute. Stiamo parlando di un particolare inquinamento. Che non è quello atmosferico con la sua cappa di smog sui cieli delle città; o delle acque dai colori più disparati, tranne che quello trasparente e limpido dei torrenti di montagna; ma è quello che impossibile avvertire con i cinque sensi: l’elettrosmog. L’inquinamento elettromagnetico.

Elettrosmog e Canavese

Per definizione «i campi elettromagnetici costituiscono quella parte dello spettro compresa tra le frequenze di 0 Hz e 300 GHz». Questa la definizione che dà l’Arpa Piemonte, l’agenzia generale per l’ambiente, che nel suo sito internet fornisce anche il numero di antenne (Tv, Radio, per la telefonia e altri il cui scopo non è meglio precisato) presenti nei Comuni del Canavese. Da dove, centimetro per centimetro abbiamo estrapolato i dati che riportiamo. Per capire oltre alle forme di inquinamento di cui siamo «consapevoli», com’è la situazione anche dal punto di vista dei campi magnetici all’interno dei quali viviamo, senza (almeno in apparenza) averne la percezione. Sul portale di Arpa Piemonte è anche riportata una tabella relativa ai casi di superamento dei limiti. Si tratta di elaborazioni regionali, non locali (seppur sul sito sia possibile scorrere alcuni rilievi specifici, con tanto di data, luogo e risultato). Dalla tabella sul superamenti dei limiti di esposizione e dei valori di attenzione nel corso degli anni si sono registrati dei casi, ma hanno caratterizzato principalmente i primi mesi del nuovo Millennio, quando c’è stato il boom con il passaggio dall’analogico al digitale. Dal 2011 ad oggi se ne sono evidenziati sempre meno. Il dibattito, però, sull’inquinamento elettromagnetico, di fatto, resta aperto. E controverso, continuando a dividere la popolazione fra chi non «teme» e chi invece nutre forti dubbi e preoccupazioni sulle conseguenze future di tante installazioni.

Comuni a "rischio"

Entrando nel verticale del territorio canavesano, ci sono alcuni Comuni in cui il dato della «densità» che viene ricavato mettendo in relazione l’area di riferimento, il numero di antenne presenti e le frequenze emesse fa sì che il parametro sia fuori soglia. Nel senso. Arpa ha indicato da 0 a 0.5 la densità «accettabile» e quindi indicata con disco verde; da 0.51 a 0.8 disco «arancione», dunque situazione non grave ma non del tutto regolare e oltre lo 0.81, «disco rosso», ovvero situazione fuori dalla norma. E spiccano nell’Alto Canavese due situazioni limite. La prima, quella di Cuorgné che è circondata da 25 antenne (di vario genere: dalla Tv alla telefonia cellulare) che fa schizzare il dato della densità a 1,29 ben oltre la soglia oltre la quale scatta l’allerta rossa. E a proposito di record (negativi) non sfugge il dato di Alpette che con 10 antenne (di cui 4 Tv e 3 telefoni) arriva a quota 1,78; cifra che sicuramente non consola. E detto dei casi-limiti, ci sono tante realtà che sono al limite o costrette a vivere in situazioni che fluttuano tra l’arancione e il rosso. Come Rivarolo, ad esempio. La «capitale» di molte aspetti della vita sociale ed economica dell’Alto Canavese, questa volta lascia lo scettro ad altre municipalità, infatti con la sua densità di 0.62 (provocata da un totale di 20 antenne totali), è in fascia arancione. Invece, Castellamonte, che sul suo territorio ha solo strutture per il segnale telefonico (15) può dormire sonni tranquilli, perché la densità è sotto la soglia di guardia, solo 0.39. I problemi ritornano, però, quando nello stesso agglomerato urbano come a Leini e Volpiano, dove i parametri sono al limite o poco oltre la soglia arancione: a Volpiano 0.80 (con 26 antenne) e Leini 0.88 (28 antenne). E nonostante le «misure» siano completamente diverse tra i due centri del Basso Canavese, San Giusto li raggiunge con un coefficiente di 0.83 con sole 7 antenne (4 per la telefonia e 3 non bene specificate con la voce “altro”).

Ripetitori e antenne

Bollino rosso per l'elettosmog anche per Pont Canavese, ma qui a «drogare» il dato sono sicuramente i ripetitori per il segnale radiotelevisivo: 0.84 la densità (disco rosso) con 5 antenne per la telefonia e ben 6 per trasmettere i canali del digitale terrestre pubblico e privato. Poi ci sono Comuni dove solo 4 antenne (per le onde telefoniche) fanno schizzare la densità a 0.89 ed è il caso di Baldissero Canavese. Ma su questa materia, la discussione ancora oggi è aperta e un punto di incontro non si trova ancora. Anche dal punto di vista legislativo. L’equilibrio tra salute pubblica e prezzo da pagare al progresso e alla comodità di una vita sempre più smart e connessa ancora deve essere fissato. Tra lobby che curano i propri interessi (economici) e una società civile alla ricerca di scorciatoie (elettroniche) per una vita sempre più agiata e comoda fanno sì che qualcosa, entrambi le parti, sul piatto la debbano lasciare. Il problema di fondo che il conto lo scopriremo solo alla fine, quando (forse) sarà troppo tardi.

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