Emergenza caldo nelle strutture dell’Asl To4, la denuncia del NurSind.
Emergenza caldo
Nonostante le temperature estive e l’emergenza caldo nelle strutture dell’Asl To4 professionisti e utenti sono in condizioni ambientali inaccettabili. A denunciarlo è il NurSind contestando la mancanza di lungimiranza e di interventi strutturali adeguati. “La situazione è esplosa in tutta la sua gravità in questi giorni – lamentano – Particolarmente critica è la condizione del Csm di Rivarolo, dove le temperature interne hanno abbondantemente superato i 35 gradi, ma le segnalazioni che quotidianamente raccogliamo arrivano da ogni angolo del territorio, inclusi altri Csm, Serd, alcuni servizi degli ospedali, servizi amministrativi e addirittura dalle Case di Comunità”.
La situazione negli ospedali
“Se negli ospedali la situazione si presenta a “macchia di leopardo” – con aree climatizzate grazie ad interventi passati e altre, come a Lanzo, Cuorgnè e qualche servizio a Ciriè dove le criticità permangono – è nelle strutture periferiche che il fallimento è più evidente. Nonostante i recenti lavori legati ai fondi Pnrr, gli interventi migliorativi sul comfort climatico sono stati scarsi, se non nulli. Persino dagli uffici amministrativi giungono numerose segnalazioni di lavoratori costretti a operare in ambienti non idonei. È paradossale leggere sul sito istituzionale dell’Asl le raccomandazioni su come affrontare l’emergenza caldo, quando nelle stesse sedi dell’Azienda le temperature violano ogni standard di salubrità – proseguono dal NurSind – La risposta dell’Azienda si conferma ancora una volta di natura puramente emergenziale: il ricorso a condizionatori portatili (“pinguini”) è una soluzione inadeguata, costosa e priva di visione prospettica. Se è vero che l’Azienda non può controllare il clima esterno, è altrettanto vero che ha il dovere inderogabile di garantire la salubrità dei luoghi di lavoro e di cura”.
La denuncia del NurSind
“Di fronte a tale inerzia, il nostro sindacato ha fatto scrivere numerose volte dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e non esclude di rivolgersi agli organi competenti, affinché vengano effettuate le necessarie verifiche tecniche sul rispetto degli standard minimi di microclima e sulla tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini all’interno di tali strutture. Non si può continuare a gestire la sanità pubblica perennemente in modalità emergenza. Chiediamo interventi strutturali veri e non più tamponi temporanei. Il personale, già provato da carichi di lavoro pesanti, e i cittadini che si recano presso le nostre strutture non possono essere trattati come lavoratori o utenti di serie B. La dignità del lavoro e la sicurezza del paziente passano anche dalla temperatura degli ambienti in cui si opera. L’auspicio, ora, è che la Direzione aziendale non scelga la solita strada dell’attesa, confidando semplicemente nel passare della stagione per archiviare il problema. Non è accettabile che, superata l’estate, il tema venga nuovamente accantonato fino al prossimo anno: la programmazione degli interventi deve partire ora, affinché la prossima stagione calda non trovi, ancora una volta, le strutture della nostra Asl impreparate”, concludono dal sindacato.