Flat tax un esempio in busta paga

Il confronto con i cosiddetti 80 euro stabiliti dall'ex esecutivo Renzi.

Flat tax un esempio in busta paga
Lanzo e valli, 23 Giugno 2018 ore 08:52

Flat tax un esempio in busta paga secondo quanto dichiarato finora dal Governo a confronto con i cosiddetti 80 euro stabiliti dall'ex esecutivo Renzi.

Flat tax

Sulla flat tax non c'è ancora nulla di definito. Ma stando a quanto già dichiarato dal Governo sulla "tassa piatta" si possono comunque definire  delle simulazioni. Ovviamente tenendo conto di un margine variabile, perché la legge non è stata ancora definita e approvata. E le indicazioni delle percentuali, come la loro applicazione, è ancora molto frammentaria. Ma se ne sta solamente parlando e si tratta quindi di ipotesi.

Un esempio

Prendendo come esempio il reddito medio dei lavoratori,  ossia dichiarazioni intorno ai 20mila euro annui, oggi si paga intorno ai 3000 euro di Irpef. Si tratta dei vari redditi infatti che hanno beneficiato dei cosiddetti "80 euro" stabiliti durante l'esecutivo dell'ex premier Matteo Renzi. O meglio di chi incassa tra i mille e i 1200 euro al mese. In base a quanto abbozzato nella flat tax questi redditi sarebbero soggetti al 15 per cento. Per un single, senza dunque tenere conto della detrazione di 3mila euro prevista in base a quanto annunciato ad esempio per i figli a carico, in regine della nuova tassa "risparmierebbe" 300 euro circa in un anno. Poco più dunque di 20 euro al mese.

Le detrazioni

Nel programma della flat tax si parla di detrazioni. Una sorta di cifre "fisse" stabilite in 3mila euro. Non è chiaro ancora il criterio di applicazione. Nelle intenzioni sarebbero legate alle famiglie e sarebbero conteggiate per i figli a carico. Rimanendo nella stessa fascia di reddito già indicata, dunque, aggiungendo la detrazione il risparmio indicato nel paragrafo precedente arriverebbe intorno a circa 60 euro al mese, ossia tra i 700 e 800 euro all'anno. La legge è ancora tutta da scrivere, ma è evidente che nelle fasce medie il "risparmio" sarebbe abbastanza marginale. Idem se arrivasse a 1000 euro in un anno, seppur - come si dice - sia meglio di niente, per buona parte si continuerebbe a faticare ad arrivare a fine mese. Insomma, pare più banalmente un bonus  da"80 euro bis".

I redditi alti

Chi invece introita redditi pari o superiori a 35mila euro l'anno la percentuale da applicare sarebbe ancora del 15 per cento. Ma avrebbe benefici maggiori. Idem single o famiglie che nell'insieme delle dichiarazioni superano gli 80mila euro l'anno. In questo caso la percentuale sarebbe infatti del 20 per cento. E il "risparmio" più consistente. Chi guadagna di più, risparmia di più è realistico. Ma proprio su questo argomento l'attuale esecutivo ha replicato, ribadendo come un imprenditore - ad esempio - risparmiando di più verrebbe incentivato ad assumere di più.  Un affermazione "relativista", se si considera che l'incremento di lavoro è dettato semmai dall'aumento della domanda dettata dalla massa. E in un panorama del genere sembrerebbe destinata a crescere piuttosto l'offerta per beni di lusso. Non tanto quelli più pop per i "portafogli" con redditi ben al di sotto degli 80mila euro annui.