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Forno ha celebrato il Giorno della memoria raccontando la storia della famiglia Colombo

Alessandro Colombo, la moglie Wanda Foa e la figlia Elena vennero deportati al campo di Auschwitz e non fecero più ritorno.

Forno ha celebrato il Giorno della memoria raccontando la storia della famiglia Colombo
Cronaca Alto Canavese, 06 Febbraio 2021 ore 13:16

Forno ha celebrato il Giorno della memoria raccontando la storia della famiglia Colombo, deportati al campo di Auschwitz e mai più ritornati.

Giorno della memoria

Il Covid e l’emergenza che stiamo vivendo ormai da quasi un anno a questa parte ha impedito di realizzare molte delle iniziative che puntualmente, in occasione del «Giorno della Memoria», si susseguono anche nel territorio canavesano. Parecchie realtà, però, non hanno voluto far venire meno la propria volontà di allestire momenti o portare alla ribalta situazioni che sottolineino quella che è indubbiamente una terribile e indelebile pagina della nostra Storia.

Commemorazione a Forno

Tra le Amministrazioni che si sono mosse in tal senso c’è quella di Forno, che si è prodigata chiedendo ai propri concittadini di rivolgere un pensiero particolare all’immane tragedia che si consumò nei campi di sterminio. E per farlo in maniera concreta ha deciso di «Condividere un tassello di storia recente che incrocia quella più grande e terribile della Shoah». Tutto ciò attraverso la storia, raccolta dal giornalista Fabrizio Rondolino, che ha fornito le notizie in merito riguardanti un ebreo che, insieme ai suoi cari, in quel periodo si era rifugiato a Forno, nello specifico in frazione Milani.

La storia della famiglia Colombo

E’ stata così resa nota la storia che ha coinvolto Alessandro Colombo, la moglie Wanda Foa e la figlia Elena (ritratti nella foto), originari di Torino (precisamente di via Piazzi 3), dove tra l’altro sono state poste delle «pietre d’inciampo», opera dell’artista tedesco Gunter Dumnig, in loro memoria. La famiglia Colombo, probabilmente consigliata di trasferirsi a Forno da vicini ed amici originari di questa zona, venne catturata dai tedeschi nella tragica giornata dell’8 dicembre del ‘43. Trasferiti successivamente ad Auschwitz (prima i genitori, poi la bambina), hanno perso tutti la vita nel campo di concentramento in terra polacca.

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