Guardie armate da maggio anche negli ospedali dell’Asl To4. Lo ha annunciato questa mattina (8 aprile 2026) il Nursind in una nota stampa.
Guardie armate
Dal prossimo 1 maggio 2026 le guardie armate saranno presenti anche negli ospedali dell’Asl To4. “Dopo tanta attesa, un passo necessario, ma restiamo vigili. La sicurezza dei lavoratori non può più essere un optional”, si legge nella una nota stampa diramata questa mattina, 8 aprile 2026, a firma di Giuseppe Summa e Antonio De Feo del Nursind, il sindacato degli infermieri. Per il Pronto soccorso di Cuorgnè invece si parla di settembre.
Gli episodi di violenza negli ospedali
”La scia di episodi di violenza che ha colpito medici, infermieri e personale sanitario nei presidi dell’Asl To4 negli ultimi mesi, ha finalmente portato a un risultato concreto. A seguito dei numerosi solleciti inviati, è arrivata la conferma da parte della Direzione Generale, in merito all’inserimento delle guardie armate all’interno delle strutture più a rischio dal 1 maggio a Ivrea, Chivasso e Ciriè”, hanno evidenziato Summa e De Feo.
Una battaglia di civiltà e sicurezza
“Abbiamo denunciato a più riprese un clima di crescente insicurezza che rendeva ormai insostenibile il turno di lavoro per molti operatori, specialmente nei Pronto soccorso e nelle aree di frontiera. Gli ultimi gravi episodi di aggressione verbale e fisica sono stati la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, spingendoci a un ulteriore e definitivo sollecito verso i vertici aziendali” hanno sottolineato definendo le azioni intraprese nei mesi scorsi “una battaglia ci civiltà e sicurezza”.
Sorveglianza da estendere anche alle strutture territoriali
“Non possiamo accettare che chi cura i cittadini debba temere per la propria incolumità. Anche se non siamo per “la militarizzazione” dei luoghi di cura, la presenza di personale di sicurezza professionale è una richiesta che avanziamo da tempo e che, finalmente, trova un riscontro amministrativo”, hanno concluso auspicando “che la stessa attenzione riservata agli ospedali possa essere estesa anche alle strutture territoriali, dove persistono problemi di sicurezza e dove il personale sanitario merita la stessa protezione”.