Il grido disperato di Alessia: «Ridatemi i miei figli, ci hanno separati e li vediamo soltanto due volte al mese»
«Ridatemi i miei figli»
«Ridatemi i miei figli». È il grido disperato di Alessia, 39 anni, mamma di Volpiano. Sposata con Donato, 42 anni, tecnico di laboratori, vive in paese dal 2016. Da qualche tempo però la sua vita semplice e tranquilla è stata stravolta: i suoi due bambini di 7 e 4 anni non vivono più con lei. La figlia oggi si trova ospite in una comunità della cintura di Torino, mentre il figlio più piccolo è stato affidato a una famiglia a circa 40 chilometri da Volpiano.
La testimonianza
«Noi li vediamo solo ogni quindici giorni, per un’ora, a Settimo, alla presenza di due educatori», racconta Alessia, che ha deciso di rendere pubblica la sua storia: «Tutto è iniziato nel gennaio 2024. La segnalazione agli assistenti sociali è arrivata dall’asilo perché mia figlia, che allora frequentava l’ultimo anno, non parlava e dicevano che era colpa nostra. Io all’inizio pensavo di cavarmela da sola e non ho detto niente a mio marito. Poi, a luglio, abbiamo intrapreso un progetto educativo con sedute di logopedia, anche se noi già dal 2022 seguivamo nostra figlia sessioni private. Ci dicevano che mia figlia, che intanto aveva iniziato a frequentare volentieri la prima elementare, stava migliorando».
La separazione
Poi qualcosa cambia improvvisamente: «A maggio 2025 io e i miei figli siamo stati trasferiti in una comunità a Pecetto Torinese, ma a dicembre mi hanno dimesso dalla comunità, mi hanno tolto i bambini e li hanno divisi, anche se erano legatissimi. Mi hanno detto che non ero idonea a fare la mamma, ma io ho sempre fatto di tutto per loro». Ora la preoccupazione più grande riguarda proprio la figlia grande. «Non pensiamo che la comunità in cui si trova sia quella giusta per lei. Ci chiede aiuto, ci dice che viene picchiata da un altro bambino. Ha lividi evidenti e vuole tornare a casa al più presto. Si chiede continuamente: “Perché sono qui?”. Le manca suo fratello. Mi fa male anche pensare che debba fare la doccia da sola, che sia in difficoltà, che nessuno la protegga come farebbe una mamma. Oggi dovrebbe frequentare la seconda elementare, ma io non so nemmeno dove».
L’udienza
Alessia non nasconde la gratitudine verso chi le è rimasto vicino: «Ringrazio il pastore Giovanni della chiesa evangelica di Volpiano, che ci sta aiutando a non cadere in depressione, i miei suoceri e tutte le persone che ci aiutano e ci aiuteranno». L’11 marzo è fissata un’udienza che potrebbe essere decisiva per stabilire il futuro dei bambini. Alessia lancia un appello diretto alle istituzioni: «Aiutateci a riportarli a casa».