Il «miracolato» della piscina di Rivarolo: salvato per due volte dall’annegamento

L’uomo era stato vittima di un malore già a gennaio poi, il 19 maggio il secondo colpo al cuore

Il «miracolato» della piscina di Rivarolo: salvato per due volte dall’annegamento
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Ha dell’incredibile la storia di un uomo, salvato due volte in cinque mesi dal personale della piscina di Rivarolo: «È il nostro miracolato». Ci sono storie in cui il destino sembra voler sfidare la vita, e altre in cui la prontezza di riflessi e la professionalità umana riescono a sconfiggerlo. Per due volte.

Il «miracolato» della piscina di Rivarolo: salvato per due volte dall’annegamento

È l’incredibile vicenda che vede protagonista un pensionato di 81 anni che nell’arco di pochi mesi è rimasto vittima di due gravissimi arresti cardiaci, sempre mentre nuotava nella piscina comunale di Rivarolo Canavese, e che per due volte è stato strappato alla morte dallo stesso, straordinario team di bagnini.
La prima volta ad inizio anno, era fine gennaio; la seconda pochi giorni fa, martedì scorso. Sempre nello stesso impianto sportivo.

Il primo miracolo: il dramma del 30 gennaio
Il primo drammatico episodio risale al 30 gennaio. L’uomo stava nuotando nella parte alta della vasca, dove l’acqua è profonda diversi metri, quando improvvisamente il suo cuore si è fermato, facendolo colare a picco sul fondo. Ad accorgersi immediatamente di quanto stava accadendo è stata l’assistente bagnanti Sabrina Mautino, che si è tuffata e lo ha trascinato a bordo vasca. Con l’aiuto del collega Carmine Puddu, l’anziano è stato adagiato a terra. Mentre la bagnina Isabella Vitale chiamava d’urgenza l’ambulanza e preparava il defibrillatore, Sabrina Mautino ha iniziato un tempestivo massaggio cardiaco. Dopo 30 compressioni, il miracolo: il pensionato ha ripreso a respirare e il cuore ha ricominciato a battere. All’arrivo dei soccorsi l’uomo era vigile, prima del trasporto all’ospedale di Ivrea dove i medici avevano già programmato l’inserimento di un pacemaker per stabilizzarlo.

Il destino si ripresenta: il salvataggio il 19 maggio
Quello che sembrava un dramma superato si è purtroppo ripetuto, con una dinamica quasi fotocopia, la mattina del 19 maggio, verso le ore 10. L’uomo che nel frattempo aveva ripreso l’attività sportiva è tornato in piscina e, incredibilmente, è stato colto da un secondo, improvviso arresto cardiaco mentre si trovava di nuovo in acqua.
Anche questa volta, a salvargli la vita è stata la stessa eccezionale “macchina dei soccorsi”. Sabrina Mautino ha visto l’anziano sparire verso il fondo della vasca (questa volta a circa 4 metri di profondità) e ha dato immediatamente l’allarme alla collega Isabella Vitale, che si trovava già in acqua. Con estrema destrezza, Isabella ha afferrato l’uomo sul fondo e lo ha riportato in superficie.
Una volta sul piano vasca, l’équipe si è divisa i compiti in sincrono: Sabrina ha iniziato le compressioni toraciche mentre Isabella praticava le insufflazioni per la respirazione artificiale, applicando poi gli elettrodi del defibrillatore per monitorare i parametri vitali. Anche in questa seconda occasione, le manovre d’emergenza hanno funzionato perfettamente: il cuore dell’uomo ha ripreso a battere.

Confuso e con un gran dolore al petto
All’arrivo della seconda ambulanza, l’ottantunenne era nuovamente vigile e cosciente, sebbene confuso dall’accaduto, senza ricordi precisi e con un forte dolore al petto, inevitabile conseguenza di quanto gli era appena capitato.
Il pensionato con la passione del nuoto è stato trasportato ancora una volta all’ospedale di Ivrea. Sta bene e i medici stanno monitorando la situazione. Una cosa è certa: se l’anziano può raccontare questa incredibile catena di eventi, il merito è interamente della professionalità, dell’occhio vigile e del sangue freddo di Sabrina, Isabella e (a gennaio) anche di Carmine, diventati a tutti gli effetti gli angeli custodi ufficiali della piscina di Rivarolo.