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Imprenditore cinese nei guai: sequestrati 2milioni di prodotti

La Guardia di finanza di Torino sta effettuando controlli mirati alla lotta alle frodi in commercio.

Imprenditore cinese nei guai: sequestrati 2milioni di prodotti
Cronaca Torino, 09 Gennaio 2018 ore 10:08

Imprenditore cinese nei guai. Periodo di carnevale, l’attività dei finanzieri si concentra anche sulla lotta alle frodi in commercio in questo ambito.

Imprenditore cinese nei guai

Al termine di una mirata attività info-investigativa, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino hanno avviato, nei giorni scorsi, un importante intervento operativo a contrasto delle frodi in commercio che ha consentito il sequestro di oltre 2.000.000 di articoli non sicuri o con false etichettature. Tutti o quasi destinati all’utilizzo durante le feste carnascialesche.

Sequestrati oltre 2milioni di prodotti

In un’azienda in Rivalta di Torino sono stati sequestrati 170.000 articoli: non rispettavano la normativa sulla sicurezza dei prodotti. L’azienda è di proprietà di un imprenditore cinese.
All’imprenditore sono stati sequestrati anche oltre 2milioni di prodotti, anche di uso domestico, a causa del mancato rispetto delle norme in materia di conformità dei prodotti. I prodotti venivano infatti importati direttamente dalla Cina e poi venduti senza aver superato le prove tecniche di sicurezza ovvero senza alcuna indicazione circa la denominazione legale o merceologica, i dati dell’importatore, la presenza di materiali o sostanze pericolose e le modalità di smaltimento, con evidenti rischi per la sicurezza degli ignari consumatori.
Tra i beni posti sotto sequestro anche 10.000 lampade a led, lampadine e alimentatori di tensione non sicuri.

Merce pericolosa

L’intervento ha visto impegnati 15 finanzieri, che per un’intera giornata hanno contato, catalogato minuziosamente e sigillato ogni singolo articolo.
L’assenza dell’indicazione di un importatore o mandatario con sede all’interno dell’Unione Europea, comporta, di fatto, l’impossibilità di ricostruire la filiera di approvvigionamento della merce. Ciò impedisce anche di verificare che il fabbricante abbia predisposto la documentazione tecnica comprovante la conformità del prodotto stesso con le normative armonizzate comunitarie e nazionali. In poche parole, si tratta di prodotti non sicuri e dunque con la possibilità che siano dannosi per la salute.

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