Infermieri e personale sanitario in piazza per protestare

"Per urlare e far capire che non possiamo più andare avanti a queste condizioni, a maggior ragione oggi, che la pandemia sembra aver ripreso vigore".

Infermieri e personale sanitario in piazza per protestare
Torino, 17 Ottobre 2020 ore 10:42

Infermieri e personale sanitario in piazza per protestare.

Infermieri e personale

Circa 2mila tra infermieri e personale sanitario provenienti da tutta Italia, si sono trovati giovedì mattina, 15 ottobre, alle ore 11, al Circo Massimo a Roma, per la grande manifestazione indetta dal sindacato Nursing Up #MaiPiùComePrima, preludio dello sciopero generale indetto per lunedì 2 novembre, a partire dalle 7 di mattina e per 24 ore. Dal Piemonte sono arrivati a Roma diverse centinaia di persone “Provenienti da tutte le province e da tutte le realtà territoriali piemontesi – ha spiegato Claudio Delli Carri Segretario Regionale Piemonte del Nursing Up -. La nostra protesta è stata necessaria per urlare e far capire che non possiamo più andare avanti a queste condizioni, a maggior ragione oggi, che la pandemia sembra aver ripreso vigore.

La situazione in Piemonte

In Piemonte i ricoverati, purtroppo, stanno aumentando, creando necessità di grande attenzione, anche se per ora negli ospedali i posti nei reparti di intensiva e sub intensiva ci sono senza problemi. Il vero problema è che il personale, gli infermieri e i professionisti della sanità continuano a essere gli stessi. Mancano gli infermieri, senza i quali i reparti non possono funzionare. E nonostante le tante promesse sulle assunzioni, all’atto pratico, esse non sono state fatte. Un fatto gravissimo, perché se la prima ondata della pandemia è stata arginata anche grazie all’enorme e straordinaria abnegazione degli infermieri e dei professionisti della sanità, tale situazione eccezionale non è detto che possa essere ripetuta oggi, con reparti sempre più sguarniti di personale e lavoratori sempre più stanchi per i turni massacranti da coprire e per quelli coperti fino a oggi. Non parliamo, poi, della situazione della medicina territoriale, degli “infermieri di famiglia”, che di fatto non ci sono. La situazione è dunque critica, ma al di là delle parole e delle promesse, nulla è cambiato. Ci rendiamo conto che la percentuale in Italia di infermieri è di 5,5 per 1.000 abitanti, mentre nel resto d’Europa arriva a 8,8 e le nostre paghe rimangono tra le più basse del continente?”. Questo è il quadro che genera la necessità dello sciopero che è stato proclamato per lunedì 2 novembre, dalle 7 di mattina e per 24 ore.

Tanti i temi in discussione

A livello nazionale nell’incontro del 13 ottobre scorso al ministero della Salute tra la delegazione di Nursing Up, guidata dal presidente Antonio De Palma e il ministro Roberto Speranza, le richieste avanzate dal sindacato sono state tutte eluse. Il tema del rinnovo del contratto, scaduto nel dicembre 2018, è in alto mare, la valorizzazione del lavoro del personale sanitario è condivisa solo a parole, nonostante il livello delle retribuzioni in Italia sia di oltre il 40% inferiore agli standard medi europei. In Francia e Germania, per esempio, lo stipendio base è di 1.800 euro, in Gran Bretagna e Belgio 2.000 euro. In Italia si ferma a 1.400 euro. Non vengono riconosciuti adeguatamente la specializzazione, il continuo aggiornamento professionale, né il rischio per la salute, nonostante nel comparto sanitario il personale e in particolare gli infermieri siano quelli più a contatto con i malati e quindi a rischio. Non a caso ci sono stati decine di decessi e migliaia di contagi. Infine, in Italia, secondo recenti stime, mancano in organico 50mila infermieri. Nella nostra Regione la situazione è analoga. “Vogliamo che il governo centrale e quello regionale si muovano, subito, perché non c’è più tempo per i cittadini e i lavoratori – conclude Delli Carri -. Muoversi subito vuole dire fare i bandi e le assunzioni più che celermente, perché siamo già in ritardo. Affrontare le nuove necessità di cura se la diffusione del coronavirus dovesse continuare a correre, con l’attuale personale, senza assunzioni e senza le protezioni adeguate, sarà difficilissimo, se non impossibile”.

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