devastano i raccolti

Interventi contro la cimice asiatica in Piemonte

In campo la vespa samurai.

Interventi contro la cimice asiatica in Piemonte
Torino, 08 Giugno 2020 ore 15:22

Anche quest’anno il comparto agricolo piemontese si appresta a fronteggiare l’emergenza della cimice asiatica Halyomorpha halys, divenuta ormai tristemente nota per gli ingenti danni causati a molte colture, che hanno messo in crisi intere filiere produttive. In particolare nell’annata 2019 ha causato perdite stimate sui 170 milioni di euro in Piemonte, e complessivamente superiori a 600-700 milioni di euro a livello nazionale.

Cimice asiatica

“Entra nel vivo anche quest’anno l’operazione di contrasto alla cimice asiatica attraverso la lotta biologica e la diffusione della vespa samurai sul territorio piemontese – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo, Marco Protopapa – Grazie al lavoro di vari soggetti istituzionali oggi possiamo attuare concretamente un progetto che è di aiuto alle nostre imprese agricole per prevenire e contenere i danni dell’insetto che sta devastando le produzioni ortofrutticole del Piemonte, ma anche di mezza Italia”.

Ma tutto questo come è reso possibile?

“Da alcuni anni a questa parte, in Piemonte, per contrastare la cimice asiatica è stato costituto un gruppo di lavoro, che ha coinvolto il Settore Fitosanitario Regionale e Servizi Tecnico-Scientifici (SFR), Agrion – Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, DISAFA, Unità Entomologia generale e applicata, Università di Torino, Organizzazione dei Produttori e Organizzazioni Professionali, e che ha operato nell’ambito del Tavolo tecnico regionale per l’emergenza fitosanitaria Halyomorpha halys e dell’Osservatorio Cimice Asiatica, quest’ultimo volto a coordinare varie attività focalizzate soprattutto sul nocciolo, coltura importante e ancora in espansione nella regione, e finanziate da enti presenti sul territorio [Ferrero Hazelnut Company (HCo), Fondazioni bancarie, ecc.] – spiega Giacomo Ballari presidente della Fondazione Agrion”.

Dal 2018 è stata attivata una rete di monitoraggio sul territorio piemontese, che coinvolge i tecnici di tutti i settori produttivi, in modo da conoscere in tempo reale la situazione relativa all’insediamento di H. halys nelle zone e sulle colture più soggette a danno e agli spostamenti sul territorio regionale. Questo al fine di concordare, con i tecnici della filiera, attraverso i coordinamenti settimanali (frutticolo, corilicolo e orticolo) tenuti da Agrion, strategie di difesa ecosostenibili ed efficaci nel contenere i danni alle produzioni agricole piemontesi.

Questa cruciale attività è resa possibile anche nel 2020 grazie al finanziamento di Ferrero HCo, che ha concretizzato e reso operativa la rete di monitoraggio territoriale, che verrà effettuato mediante trappole a feromoni e frappage.

Oltre alla rete di monitoraggio, saranno poi proseguite tutte le attività volte a sperimentare e individuare tecniche innovative ed ecocompatibili per la difesa, quali tecniche di difesa passiva (barriere fisiche) e saggi in campo sull’efficacia di nuovi prodotti, fra cui i prodotti con effetto accessorio battericida, che nelle prove preliminari hanno fornito risultati promettenti.

La vespa samurai

In ultimo, ma non per importanza, anche nella nostra Regione sarà moltiplicato e rilasciato il parassitoide oofago Trissolcus japonicus, la ben nota vespa samurai, che a dispetto del nome è lungo meno di 1,5 mm, e che in Cina è considerato un efficace limitatore naturale di H. halys. Il Piemonte è infatti fra le Regioni del Nord Italia che hanno presentato richiesta ufficiale per la immissione in natura del parassitoide T. japonicus per la lotta biologica, nell’ambito del Programma nazionale,di contrasto alla cimice asiatica, di durata triennale, elaborato dal Settore Fitosanitario Nazionale in collaborazione con il CREA e le Regioni interessate che, previa autorizzazione finale del Ministero dell’Ambiente, dovrebbe partire quest’estate.

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