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L’Apri incontra il Ciac di Ivrea

Il presidente dell’Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti Marco Bongi ha incontrato gli studenti del primo e del secondo anno del corso per Operatore del Benessere – Acconciatura presso la sede CIAC “Ferdinando Prat” a Ivrea.

L’Apri incontra il Ciac di Ivrea
10 Maggio 2017 ore 14:22

Il presidente dell’Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti Marco Bongi ha incontrato gli studenti del primo e del secondo anno del corso per Operatore del Benessere – Acconciatura presso la sede CIAC “Ferdinando Prat” a Ivrea.

Nei giorni scorsi il presidente dell’Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti Marco Bongi ha incontrato gli studenti del primo e del secondo anno del corso per Operatore del Benessere – Acconciatura presso la sede CIAC “Ferdinando Prat” di via Varmondo Arborio, a Ivrea. Tema principale dell’incontro era la sensibilizzazione dei ragazzi alle esigenze di un futuro, eventuale cliente con disabilità visiva. Dopo avere mostrato agli studenti i principali ausili di cui si avvalgono i disabili della vista e aver spiegato loro che oggi la tecnologia apporta un sostegno determinante per l’autonomia di chi non vede o vede poco, Bongi ha proposto alcuni filmati che ben documentano la vita di alcuni soci Apri che, nonostante le problematiche derivanti dal loro handicap, riescono, tuttavia, ad avere una vita piena, attiva, più che soddisfacente. Certo la mancanza della vista non è una difficoltà da sottovalutare, ma la testimonianza di Bongi ha dimostrato che l’intelligenza, l’impegno e la determinazione possono permettere di superare ogni ostacolo. Nella seconda parte dell’incontro, è stata simulata l’accoglienza di un cliente non vedente o ipovedente in un eventuale negozio da parrucchiere. Marco Bongi ha mostrato ai ragazzi come accompagnare la persona alla poltrona ed ha permesso ai giovani studenti, tramite il confronto e la discussione, di riflettere su alcune tecniche per descrivere al cliente il tipo di taglio, colore o trattamento. Gli allievi hanno mostrato competenza e serietà, proponendo domande concrete e pertinenti. Si è trattato di un momento di confronto sicuramente formativo e che ha permesso di sensibilizzare circa una trentina di adolescenti sui problemi della disabilità visiva.