Castellamonte

La collaborazione fra Comune e Guardie Ambientali fa risparmiare 40mila euro

In 5 mesi beccati e multati cinque incivili grazie alla convenzione siglata

La collaborazione fra Comune e Guardie Ambientali fa risparmiare 40mila euro
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La collaborazione fra Comune e Guardie Ambientali fa risparmiare 40mila euro in 5 mesi: cinque "maiali" beccati e multati grazie alla convenzione siglata.

Collaborazione fra Comune e Guardie Ambientali

Dopo i due rinvii a giudizio per l’abbandono di ingombranti nei boschi di Muriaglio, uno per l’abbandono di amianto e carcasse d’auto e l’incendio dei rifiuti a Filia, è stato identificato il responsabile dell’abbandono di rifiuti nel Rio San Pietro della scorsa settimana. É di giovedì mattina, invece, l’ultimo colpo messo a segno dal Comune: beccato il responsabile dell’abbandono davanti ai Palazzi Rossi di via San Bernardo.

Rio San Pietro

La scorsa settimana il nucleo di Guardie Ambientali Italiane convenzionate con la Città di Castellamonte, in collaborazione con l’ispettore ambientale del Comune e l’ufficio Ambiente, hanno effettuato una serie di sopralluoghi e indagini per risalire al responsabile degli abbandoni di rifiuti nel Rio San Pietro. Da giorni infatti, nelle acque del rio, galleggiavano rifiuti di vario tipo.

Grazie alla collaborazione degli operatori della Teknoservice, che sono riusciti a recuperare i rifiuti nell’acqua, è stato possibile lavorare su alcuni importanti indizi che hanno consentito di individuare il responsabile dell’abbandono.

Reato penale

Il 10 ottobre 2023 è entrata in vigore la legge 137/2023 che stabilisce l'applicazione di un'ammenda penale – e non più di una sanzione amministrativa - nel caso di abbandono rifiuti compiuto da soggetti che non sono titolari di imprese o responsabili di Enti.

In base a quanto stabilito dalla nuova versione dell'articolo 255, comma 1 del Dlgs 152/2006, novellata dall'articolo 6-ter del Dl 105/2023 introdotto dalla legge di conversione 9 ottobre 2023, n. 137, chiunque compia abbandono di rifiuti è punito con ammenda da mille a 10mila euro (in precedenza, la norma prevedeva una sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 3mila euro). La pena è aumentata sino al doppio se l'abbandono riguarda rifiuti pericolosi.

Soddisfatto il sindaco Mazza

«É evidente che ci stiamo muovendo nel modo giusto, nonostante la lentezza burocratica che non consente di agire tempestivamente rispetto alla rimozione dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi, una volta identificato e denunciato il responsabile degli abbandoni – puntualizza il Sindaco Mazza – A volte occorre che l’Ente agisca in via sostitutiva, per poi rivalersi sul responsabile dell’abbandono. Questo è stato il caso dell’importante abbandono nei boschi di Muriaglio. Attraverso un minuzioso lavoro di indagine, l’Ufficio Ambiente e la Polizia Locale sono riusciti a identificare il responsabile dell’abbandono, nei confronti del quale è scattata la notizia di reato in Procura. Nel frattempo il sito è stato ripulito, ma il procedimento penale seguirà il proprio corso».

Filia

«A Filia, nel mese di febbraio, un incendio doloso aveva bruciato un’imponente mole di rifiuti abbandonati su una proprietà privata, oltre a 2 ettari di sottobosco. Si trattava di rifiuti di varia origine, carcasse d’auto e anche moltissimo amianto - racconta l’assessore all’ambiente Patrizia Addis – Le forze dell’ordine intervenute avevano identificato un responsabile dell’abbandono e dell’appiccamento dell’incendio. Questa persona è stata sentita direttamente dai Carabinieri di Castellamonte intervenuti a Filia ed è stata recentemente terminata la fase di istruttoria amministrativa che ci consentirà di adottare un’ordinanza sindacale per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto a carico del responsabile. Sono procedimenti lunghi, anche se l’Ente ha agito nell’immediato con un’ordinanza sindacale contingibile e urgente per la messa in sicurezza del sito attraverso il confinamento dell’amianto bruciato sotto idonee coperture per evitarne la dispersione aerea delle fibre e ha interdetto l’accesso al sito tramite segnaletica di divieto e ripristino della recinzione».

Palazzi Rossi di via San Bernardo

«I condomini di via San Bernardo non solo sono stanchi di essere diventati una sorta di “discarica” di rifiuti ingombranti, ma temono anche di incappare in ingiuste multe per questa situazione definita “incresciosa”. Qualcuno pensa bene di lasciare i propri rifiuti non riciclabili di ogni tipo, nel luogo in cui i condomini posizionano i mastelli dell’indifferenziata nei giorni previsti». «Dopodiché – continua l’assessore Patrizia Addis – ci sono azioni che può compiere, nell’immediato e nel concreto, un amministratore per disincentivare l’abbandono di rifiuti in condominio. Innanzitutto, è consigliabile l’installazione di telecamere di videosorveglianza in condominio, in corrispondenza delle aree adibite alla raccolta di rifiuti. Questo permetterà di identificare con certezza l’identità dei colpevoli, che spesso si sentono protetti proprio dall’impunità dei loro comportamenti. Ricordiamo che per installare videosorveglianza condominiale sono necessarie l’approvazione della maggioranza dell’assemblea e la debita segnalazione delle telecamere».

Un’altra misura che l’assemblea e l’amministratore possono prendere è quella di votare l’inserimento nel regolamento di ammende. L’abbandono di rifiuti è infatti un illecito che viola innanzitutto il Codice Civile ove si specifica che le parti comuni di un condominio debbano rimanere a disposizione di tutti senza che un utilizzo improprio ne pregiudichi la fruizione agli altri proprietari. Tra i compiti di un amministratore rientrano, come ci ricorda l’articolo 1130, la disciplina dell’uso delle cose comuni e l’esecuzione di atti conservativi ad esse relativi. Ecco quindi che disporre delle multe per chi danneggia le parti condivise tramite l’abbandono di rifiuti in condominio è un atto del tutto legittimo.

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