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La Guardia di Finanza confisca 2 milioni di euro ai rom

La Guardia di Finanza di Torino ha confiscato beni per circa 2 milioni di euro, nei confronti di 26 persone residenti nei principali campi nomadi di Torino. Il Tribunale di Torino Sezione delle Misure di Prevenzione ha infatti emesso un provvedimento di confisca di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie nei confronti di 26 soggetti

La Guardia di Finanza confisca  2 milioni di euro ai rom
Cronaca 30 Marzo 2017 ore 10:52

La Guardia di Finanza di Torino ha confiscato beni per circa 2 milioni di euro, nei confronti di 26 persone residenti nei principali campi nomadi di Torino. Il Tribunale di Torino Sezione delle Misure di Prevenzione ha infatti emesso un provvedimento di confisca di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie nei confronti di 26 soggetti

La Guardia di Finanza di Torino ha confiscato beni per circa 2 milioni di euro, nei confronti di 26 persone residenti nei principali campi nomadi di Torino. Il Tribunale di Torino Sezione delle Misure di Prevenzione ha infatti emesso un provvedimento di confisca di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie nei confronti di 26 soggetti che, sulla base delle indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria erano abitualmente dediti alla commissione di reati e per i quali l’Autorità giudiziaria ha riconosciuto una rilevante sproporzione tra il possesso dei beni stessi e l’inesistenza di redditi mai dichiarato. La maggior parte delle persone coinvolte non risultava aver mai lavorato pur avendo disponibilità di terreni, autovetture e denaro depositato in banca. Per questo motivo il Tribunale ritenendo che quel patrimonio fosse stato accumulato mediante attività illecite, ne ha disposto la confisca. All’origine della vicenda vi è un’indagine avviata alcuni anni fa durante la quale sono stati raccolti numerosi elementi di prova a conferma dell’ipotesi che gli indagati vivessero bitualmente con i proventi di furti commessi nel torinese. Una volta dimostrata sulla base delle evidenze investigative, la chiara pericolosità sociale degli indagati, gli accertamenti della Guardia di Finanza sono stati rivolti ad approfondire le reali ricchezze dei soggetti, anche attraverso l’esame dei loro conti bancari confrontandole con i redditi dichiarati negli ultimi 15 anni. L’analisi patrimoniale così condotta aveva evidenziato che tutti gli immobili, le autovetture e il denaro in possesso dei destinatari della confisca non erano giustificabili da alcuna lecita fonte di ricchezza.

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