Lavoratori in nero in call-center e catering: attività sospese e sanzioni pecuniarie

Intensificata l'attività di controllo dei carabinieri.

Lavoratori in nero in call-center e catering: attività sospese e sanzioni pecuniarie
Cronaca Torino, 20 Dicembre 2019 ore 15:51

Continuano i controlli dei Carabinieri a tutela dei lavoratori con azioni di prevenzione e contrasto allo sfruttamento del lavoro nero e alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Controlli dei carabinieri

L’operazione che si è svolta nei giorni scorsi, finalizzata al contrasto dello sfruttamento della manodopera irregolare, ha visto impegnati i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Torino in servizi mirati nel settore dei “call-center” e “catering”, coadiuvati da personale ispettivo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Il controllo è scaturito dalla considerazione che i settori imprenditoriali in argomento, in ragione della loro tipicità, appaiono spesso caratterizzati dal lavoro precario.

Violazioni in due attività imprenditoriali

Infatti in tali settori si riscontra sovente l’utilizzo di manodopera su base giornaliera ad utilizzo saltuario e spesso reclutata nelle c.d. “fasce deboli” ovvero tra i giovani in attesa di occupazione. Nel corso dell’attività sono state sottoposte a controllo diverse attività imprenditoriali operanti nel territorio torinese, di cui due risultate in totale violazione delle norme che regolano il lavoro e che tutelano la salute e la sicurezza negli ambienti lavorativi.

Lavoratori in nero in un call-center

In particolare, in un call-center di Orbassano è stata riscontrata la presenza 23 lavoratori in nero sui 27 presenti in azienda, privi di qualsivoglia contratto di assunzione e senza alcuna cautela previdenziale ed assistenziale.

Lavoratori in nero in un catering

Analogamente nel corso di un evento aziendale svoltosi a Torino è emerso che la società di fornitura del catering impiegava ben 12 lavoratori in nero sui 15 presenti in sala.

Attività sospese e sanzioni pecuniarie

In entrambi i casi è stato disposto il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per il superamento della percentuale del 20% del personale non in regola.
In merito, sono state contestate sanzioni amministrative per oltre € 70mila, recuperi contributivi per circa € 116mila e si è proceduto alle diffide nei confronti delle aziende interessate finalizzate alla regolarizzazione dei lavoratori impiegati “in nero”.