Lavoro nero e telecamere non autorizzate: controlli dei carabinieri tra Mappano e Leini, bar sanzionati. Ispezioni del Nucleo Ispettorato del Lavoro: denunciati i titolari, sospesa un’attività e multe per 4.500 euro
Lavoro nero e telecamere non autorizzate
Controlli mirati contro il lavoro nero e le violazioni delle norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro hanno portato a denunce e sanzioni in alcuni esercizi commerciali del territorio tra Mappano e Leini. L’operazione è stata condotta, nel corso di gennaio, dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, in collaborazione con l’Arma territoriale del Comando provinciale di Torino, nell’ambito delle attività coordinate dalla Compagnia di Venaria Reale.
Telecamere abusive a Mappano
Nel dettaglio, le verifiche hanno interessato due bar, entrambi risultati irregolari per diverse violazioni. A Mappano, i militari hanno accertato la presenza di un impianto di videosorveglianza installato all’interno dei luoghi di lavoro senza la preventiva autorizzazione dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Torino, come previsto dalla normativa vigente. Per il titolare è scattata una prescrizione penale, con l’obbligo di rimuovere immediatamente le telecamere fino all’ottenimento della necessaria autorizzazione.
Lavoro nero a Leini
Più grave la situazione riscontrata a Leinì, dove durante l’ispezione è emersa la presenza di un lavoratore in nero su due dipendenti presenti. In questo caso i carabinieri hanno disposto la sospensione temporanea dell’attività imprenditoriale, che potrà riprendere solo dopo la regolarizzazione del rapporto di lavoro, la formale assunzione del dipendente e il pagamento delle retribuzioni e dei contributi relativi al periodo lavorativo non dichiarato.
A conclusione degli accertamenti, un datore di lavoro è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ivrea per la violazione dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970), relativo all’installazione non autorizzata di sistemi di controllo nei luoghi di lavoro. Nel secondo caso, oltre alla sospensione dell’attività, sono state contestate le irregolarità legate all’impiego di manodopera irregolare.
Nel complesso, le sanzioni amministrative e penali elevate ammontano a circa 4.500 euro.