mai cosi' tanti roghi

L’estate nera delle Valli Canavesane: fulmini, incidenti e persone sfollate

Momenti di paura per gli abitanti delle borgate di Santa Maria, Sangiapiana e Doblazio

L’estate nera delle Valli Canavesane: fulmini, incidenti e persone sfollate

Triste primato per la Regione Piemonte in questa estate 2026 per essere stata la Regione in Italia con il maggior numero di incendi e di superficie in fiamme, tra l’altro in un periodo, quello estivo, notoriamente problematico per altre aree del Paese.

L’estate nera delle Valli Canavesane: fulmini, incidenti e persone sfollate

Nella Valli Orco e Soana i problemi sono iniziati a fine Giugno con il primo focolaio scaturito a causa di un fulmine all’Andorina, sopra a Valprato: sull’erba olina estremamente secca le fiamme hanno corso veloci e nonostante il pronto intervento delle squadre, la tremenda siccità, l’area impervia e la natura stessa dell’incendio, come spiegano gli addetti ai lavori, le fiamme al 3 luglio hanno acquistato un vigore inaspettatto, volgendo verso il rifugio Nivolastro e poi oltre il crinale fin sopra Ronco Canavese, dove il calore ha causato alcune microfrane che hanno raggiunto gli abeti e i larici sottostanti facendo temere il peggio, ma il lavoro instancabile dei Vigili del Fuoco e dei Volontari AIB ha avuto la meglio e a fine Luglio tutti i focolai erano sotto controllo, poi l’arrivo, provvidenziale e fortemente atteso, dei primi temporali in agosto ha fatto il resto.

Momenti di paura

Quasi 250 ettari di territorio sono andati in fumo, senza però arrecare danni a persone o proprietà, fortunatamente, limitandosi a toccare aree impervie e disabitate. Diversa la situazione a Piantonetto, Locana, dove, il 27 Luglio, è divampato un incendio a 500 mt dalla diga di Teleccio a causa di un incidente: durante le attività di abbattimento e smaltimento di alcuni tralicci le scintille prodotte da una sega circolare hanno dato origine alle fiamme, prontamente domate dai soliti volontari AIB. Ancora diversa, purtroppo, l’origine dell’incendio che tra il 5 e il 6 agosto ha tenuto con il fiato sospeso gli abitanti delle borgate di Santa Maria, Sangiapiana e Doblazio, nel Comune di Pont Canavese: divampato all’improvviso all’ora di cena e propagatosi estremamente in fretta a causa del forte vento, ha comportato la chiusura temporanea della strada di accesso a Frassinetto e l’allontanamento di alcune persone da un’abitazione raggiunta dal fumo, dove, per altro, si stava svolgendo una piccola festa con parecchi bambini. Anche in questo caso le fiamme non hanno creato danni a cose e persone, ma è stata fondamentale la mole di forze messe in campo: la sinergia perfetta tra Vigili del Fuoco e AIB, nel caso della Val Soana con una media di 6/7 operatori presenti quotidianamente, l’intervento tempestivo degli elicotteri regionali coordinati dai DOS e dai COAIB locali, Pio Graziano Goglio e Danilo Trione, supportati anche da altri colleghi provinciali, che hanno presidiato quasi ininterrottamente il territorio per oltre un mese, l’uso di Canadair, dove e quando possibile, inviati dal COAU di Roma, insomma una macchina dei soccorsi efficiente ed efficace, che ha saputo affrontare una stagione, si spera, unica nel suo genere.