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Mensa scolastica, dopo le polemiche sul panino ecco la proposta dei dirigenti

Ivrea. I dirigenti scolastici con i funzionari pubblici e dell'Asl propongono il pagamento commisurato ai pasti effettivamente consumati  e non più in misura forfettaria.

Mensa scolastica, dopo le polemiche sul panino ecco la proposta dei dirigenti
Cronaca 08 Ottobre 2016 ore 11:45

Ivrea. I dirigenti scolastici con i funzionari pubblici e dell’Asl propongono il pagamento commisurato ai pasti effettivamente consumati  e non più in misura forfettaria.

Ivrea. Una recente sentenza della Corte d’Appello di Torino ha aperto alla possibilità che i ragazzi consumino a scuola, durante l’orario dedicato alla refezione, il pasto portato da casa, in luogo di quello fornito dal servizio di refezione scolastica.   La vicenda giudiziaria non è ad oggi ancora conclusa con un pronunciamento definitivo, e permane incertezza sulle modalità organizzative da adottarsi, anche a garanzia della sicurezza dei ragazzi, che usufruiscano o meno del servizio di refezione scolastica. “Non intendiamo però addentrarci nella vicenda giudiziaria, cosa che non ci compete, né prefigurare soluzioni organizzative, che verranno eventualmente individuate dai dirigenti scolastici, di concerto con l’Asl ed il Comune – scrivono in una nota stampa i dirigenti di Ivrea ed i funzionari pubblici e dell’Asl – Intendiamo invece ribadire il valore educativo e nutrizionale del servizio di refezione scolastica”. Sono circa 2.000 i pasti che vengono distribuiti, nei giorni di rientro pomeridiano, nelle scuole di Ivrea – dalle scuole per l’infanzia alle scuole secondarie di primo grado – sulla base di un menù stagionale che garantisce una dieta equilibrata, certificata dall’Asl, e prevede la presenza di più del 90% di derrate biologiche ed un numero significativo di prodotti di provenienza locale. La presenza di una Commissione mensa, eletta ogni due anni dai genitori degli alunni, garantisce il necessario controllo sul rispetto dei menu previsti e, attraverso una costante discussione e confronto, ha portato a diversi aggiornamenti e modifiche degli stessi menu. “E’ sicuramente molto difficile poter garantire la stessa varietà ed equilibrio nutritivo in un pasto preparato a casa, soprattutto se si considerano anche i costi oggi praticati per il servizio di refezione – commentano – Il pasto fornito, offre ai ragazzi la opportunità di provare una grande varietà di alimenti e di preparazioni, costituendo un momento prezioso di educazione alimentare, oltreché di socialità e di condivisione con i compagni. Inoltre, il prossimo passaggio alla modalità di pagamento commisurate ai pasti effettivamente consumati, e non più in misura forfettaria, intende venire ulteriormente incontro alle esigenze delle famiglie”. Si tratta di elementi di valore del servizio di refezione scolastica, evidentemente condivisi dalla generalità delle famiglie, tanto è vero che i casi in cui è stata manifestata la volontà di usufruire della possibilità di consumare i pasti preparati a casa, assommano, almeno fino ad oggi, a poche unità.

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