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Minacce al ministro Speranza: un imprenditore torinese tra gli indagati

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati i dispositivi elettronici in uso agli indagati.

Minacce al ministro Speranza: un imprenditore torinese tra gli indagati
Cronaca Torino, 02 Aprile 2021 ore 14:39

Minacce via email al ministro Roberto Speranza: 4 indagati tra i quali anche un imprenditore torinese. Come riporta PrimaTorino.it

Minacce via email al ministro Roberto Speranza

All’esito di articolate e complesse indagini condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, i militari del Reparto Operativo del NAS, nelle province di Torino, Cagliari, Varese ed Enna, hanno dato esecuzione a 4 decreti di perquisizione locale e personale nei confronti di altrettanti cittadini italiani ritenuti responsabili di aver inviato, tra ottobre 2020 e gennaio 2021, numerose e-mail dal contenuto gravemente minaccioso rivolte al Ministro della Salute Roberto Speranza.

4 indagati: uno è torinese

A essere indagati per “minaccia aggravata”, grazie all’utilizzo di sofisticate tecniche investigative telematiche messe in campo dai Carabinieri del NAS sotto il costante coordinamento della Procura di Roma, sono 4 italiani, alcuni con precedenti di polizia analoghi al reato che viene ora contestato, celati dietro indirizzi e-mail gestiti da server ubicati in Paesi extra-europei.

Minacce di morte

Di estrema gravità, le minacce che, nell’arco di tempo sopra indicato, gli indagati hanno formulato e tutte connesse con le misure e le restrizioni governative adottate in relazione all’emergenza pandemica da COVID-19: con toni offensivi, astiosi e sprezzanti, infatti, nei messaggi venivano prospettate ritorsioni e azioni violente nei confronti del Ministro e dei suoi familiari, contenenti anche esplicite minacce di morte.

Sequestrati dispositivi elettronici

Nel corso delle perquisizioni, condotte con il supporto dei Carabinieri dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità e dei reparti dell’Arma territorialmente competenti, sono stati sequestrati i dispositivi elettronici in uso agli indagati, sui quali verranno avviati i relativi approfondimenti e accertamenti tecnici volti anche a rilevare eventuali collegamenti con altre persone o gruppi.