Il caso

Omicidio di via Gulli a Torino, fermata anche un’insegnante del Doria di Cirié

A lei risulta in affitto l'appartamento nel quale è stato ritrovato il corpo di Fabio Colapietro, 39 anni. La donna è indagata per favoreggiamento personale e concorso nell’occultamento di cadavere

Omicidio di via Gulli a Torino, fermata anche un’insegnante del Doria di Cirié

Omicidio di via Gulli a Torino, tra i tre fermati anche Nicole Formichetti, professoressa al Doria di Ciriè.

Omicidio di via Gulli

C’è anche Nicole Formichetti, 47 anni, docente d’italiano presso l’Istituto Doria di Ciriè, tra le tre persone fermate per l’omicidio di Fabio Colapietro scoperto in via Gulli a Torino nella serata di giovedì scorso. A lei risulta in affitto l’appartamento in cui le forze dell’ordine hanno trovato il corpo della vittima fatto a pezzi, dopo la segnalazione della madre di un giovane di 26 anni che poco dopo ha confessato la propria responsabilità nel delitto. Insieme a una ragazza 22enne, Formichetti è invece indagata dagli inquirenti per favoreggiamento personale e concorso nell’occultamento di cadavere, in attesa di chiarire con esattezza il grado di coinvolgimento di ciascun soggetto nella struttura. Nata a Rieti, la donna aveva un contratto di docenza a tempo indeterminato presso l’Istituto di Istruzione Superiore Doria di Cirié, ma era assente a scuola dallo scorso gennaio; nei mesi scorsi aveva pubblicato e risposto ad annunci legati alla ricerca di una casa a Torino. Apparentemente viveva nell’alloggio del delitto solo con il suo cane, un amstaff di nome Felix.

La telefonata e l’avvio delle indagini

Come riporta Prima Torino, tutto è partito da una telefonata. Poco prima delle ventidue di un giovedì sera, la madre di origine sudamericana di un ragazzo di ventisei anni si è rivolta alle forze dell’ordine riferendo le inquietanti parole del figlio. Rintracciato dagli agenti delle volanti nel quartiere Mirafiori, il giovane ha ammesso la propria responsabilità, indirizzando la polizia verso un appartamento al quarto piano di una palazzina situata in via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria. Giunti sul posto, gli agenti della Polizia di Stato si sono trovati di fronte a una scena di eccezionale gravità.  All’interno del bagno dell’alloggio, gli investigatori hanno rinvenuto un secchio contenente diversi coltelli da cucina con lame di differenti dimensioni e una serie di sacchi neri per la spazzatura. All’interno dei sacchi giaceva il corpo sezionato di un uomo, parzialmente ricoperto da cemento a presa rapida. La vittima è stata identificata in Fabio Colapietro, trentanovenne residente a Settimo Torinese, del quale i familiari non avevano più notizie da diversi giorni.

Le posizioni dei fermati e le accuse della Procura

La complessa attività investigativa si è immediatamente spostata negli uffici della Questura, dove gli uomini della Squadra Mobile hanno condotto lunghi interrogatori protrattisi per tutta la notte e la giornata successiva. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Lea Lamonaca, ha portato al fermo del ventiseienne, il quale ha reso piena confessione ed è attualmente accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere. Contestualmente, sono state iscritte nel registro degli indagati sia l’insegnante titolare del contratto d’affitto, sia un’altra ragazza di ventidue anni presente nella cerchia dei conoscenti. Per le due donne le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti sono favoreggiamento personale e concorso nell’occultamento di cadavere, in attesa di chiarire con esattezza il grado di coinvolgimento di ciascun soggetto presente nella struttura.

Movente, dinamica e rilievi scientifici

Gli accertamenti medico-legali ed effettuati dagli esperti della Polizia Scientifica hanno evidenziato sul corpo di Fabio Colapietro evidenti segni di estrema violenza, riconducibili sia a lesioni da arma da taglio che a ripetute bastonate. Resta tuttavia ancora da delineare il movente preciso che ha scatenato la violenza. Sebbene il ventiseienne abbia inizialmente menzionato una lite scaturita da un tentativo di furto o rapina, la ricostruzione presenta diversi elementi d’ombra al vaglio degli inquirenti. Tra le ipotesi principali vi è quella di un incontro degenerato, legato all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Parallelamente, la Procura sta svolgendo approfondimenti per stabilire con precisione l’epoca del decesso e verificare se il delitto sia stato consumato direttamente nell’appartamento di via Gulli o se la vittima sia stata uccisa altrove e trasportata nell’immobile solo in un secondo momento per la successiva mutilazione.

Le testimonianze nel quartiere e la posizione dell’istituto scolastico

La notizia del delitto ha profondamente scosso la comunità di Borgo Vittoria. I residenti dello stabile descrivono la trentanovenne come una persona schiva, residente nell’alloggio da circa due anni, segnalando tuttavia un costante e insolito flusso di persone che frequentavano l’appartamento a qualsiasi ora del giorno e della notte, situazione che in passato aveva già sollevato le lamentele del vicinato. Nel frattempo, la dirigenza della scuola di Ciriè in cui la donna risulta impiegata ha fatto sapere di non averla ancora vista dall’inizio del nuovo anno scolastico, limitandosi a confermare l’assenza della docente per motivi strettamente personali. Le indagini della Squadra Mobile proseguono con l’ascolto di altri testimoni e abituali frequentatori della casa per ricostruire l’esatta catena degli eventi che hanno portato alla morte di Colapietro.