In Corte d’Assise d’Appello a Torino

Omicidio Miri, nuova perizia su Fagnoni: la Procura chiede 13 anni, possibile svolta in Appello

Confermate le richieste di pena: la valutazione psichiatrica riapre il ruolo di Andrea Fagnoni nel delitto di Fatmir Ara

Omicidio Miri, nuova perizia su Fagnoni: la Procura chiede 13 anni, possibile svolta in Appello

di Fabrizio Maffei

Omicidio Miri, nuova perizia su Fagnoni: la Procura chiede 13 anni, possibile svolta in Appello. In Corte d’Assise d’Appello a Torino confermate le richieste di pena: la valutazione psichiatrica riapre il ruolo di Andrea Fagnoni nel delitto di Fatmir Ara

Omicidio Miri

La nuova perizia psichiatrica potrebbe cambiare tutto o portare in carcere anche Andrea Fagnoni?
Intanto la Procura generale di Torino (con la sostituta pg Marta Lombardi) ha ribadito le stesse richieste di pena avanzate in primo grado durante il processo svoltosi a Ivrea dalla pm Elena Parato: ovvero ergastolo per Davide Osella Ghena, 22 anni per la sorella Barbara Osella Ghena e 13 anni per l’amico Andrea Fagnoni. L’accusa torna a sostenere il concorso morale e la premeditazione nei confronti della mathiese Barbara Osella Ghena. Ma le prove nel processo di primo grado furono ritenute insufficienti per condannare la donna.

Nuova perizia psichiatrica

Nel corso dell’udienza di giovedì 28 marzo davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino, presieduta dalla giudice Cristina Domaneschi, si è preso atto della nuova perizia psichiatrica nei confronti di Andrea Fagnoni, di San Francesco al Campo. Per il consulente della Corte, il dottor Roberto Keller non emergono disturbi psicotici o deficit cognitivi tali da impedirgli di capire: «Fagnoni era capace di intendere ma la sua capacità di volere era gravemente compromessa». Per il perito: «Fagnoni comprendeva perfettamente il disvalore dell’omicidio, era consapevole della gravità di ciò che stava accadendo e delle intenzioni di Davide Osella Ghena». La perizia evidenzia come Fagnoni non sia riuscito a sottrarsi completamente alla dinamica delittuosa: «Mi sono rifiutato categoricamente… Non volevo…». Avrebbe mantenuto, insomma, un ruolo di supporto, seppure marginale causato dalla forte dipendenza affettiva del suo unico amico, Davide Osella Ghena il tutto causato da una condizione di inferiorità psichica.

L’omicidio di Farmir Ara “Miri”

Giovedì 26 marzo è ripreso in Corte d’Assise d’Appello di Torino il processo per l’omicidio di Fatmir Ara, 43 anni, imprenditore albanese, residente con la famiglia a Mathi, da tutti conosciuto come “Miri”. Il cadavere dell’uomo era stato ritrovato nella boscaglia di San Carlo Canavese il 3 settembre 2022, ucciso con 5 colpi di fucile sparati praticamente a bruciapelo il giorno precedente. Per il delitto è stato condannato all’ergastolo Davide Osella Ghena, 30 anni, all’epoca dei fatti, con un risarcimento di circa 600 mila euro per i familiari di “Miri”. Il giovane, residente a Nole ma originario di Mathi, aveva confessato subito il delitto ma poi si era proclamato innocente raccontando in Tribunale che erano stati due albanesi, a sparare a Fatmir Ara. Liberi, invece, la sorella di Davide, la mathiese Barbara Ghena e l’amico Andrea Fagnoni, residente a San Francesco al Campo, accusati in concorso (per loro il pubblico ministero di Ivrea Elena Parato aveva chiesto, rispettivamente, 22 e 13 anni di carcere): invece i giudici eporediesi hanno assolto Barbara “per non aver commesso il fatto” mentre Andrea, in seguito a una perizia, è stato dichiarato incapace di intendere e di volere. Ma dovrà passare tre anni in libertà vigilata. Il verdetto della Corte d’Assise d’Appello di Torino confermerà la sentenza di primo grado o ci saranno clamorose novità?