Piazza a Castellamonte intitolata a Carolina Cresto Calvo, infermiera volontaria della Cri 1920

In prima linea durante la Seconda Guerra Mondiale

Rivarolo, 18 Gennaio 2020 ore 15:09

Piazza a Castellamonte intitolata a Carolina Cresto Calvo, infermiera volontaria della Cri 1920.

Piazza a Castellamonte

Oggi, sabato 18 gennaio, si è tenuta l’intitolazione della piazza a Castellamonte, quella antistante il cimitero del capoluogo, a Carolina Cresto Calvo, infermiera volontaria della Cri 1920, diplomata infermiera professionale ed insignita con la Medaglia Florence Nightingale nel 1961. L’iniziativa si è svolta con la partecipazione della Fanfara Nazionale della Croce Rossa Italiana ed una rappresentanza dei Corpi Ausiliari delle FF.AA. All’evento hanno presenziato, inoltre, il Presidente del Comitato di Castellamonte della Cri, Paolo Garnerone, l’Ispettrice Nazionale Infermiere Volontarie C.R.I. Sorella Emilia Bruna Scarcella, il Presidente del Comitato Regionale C.R.I. Piemonte  Antonino Calvanoe il Sindaco della Città di Castellamonte, Pasquale Mario Mazza. Nella sede della Cri castellamontese si è svolta anche la consegna delle croci anzianità ai Volontari. Questa sera alle 20.30 al Salone pluriuso di Agliè, in occasione dei 10 anni di attività, ci sarà il concerto della Fanfara Nazionale della Croce Rossa Italiana diretta dal Maestro Giuseppe Cortese. Ingresso gratuito.  La Sala operativa locale del Comitato C.R.I. di Castellamonte resterà aperta per tutta la durata del concerto per fornire supporto logistico a tutti i partecipanti. Per ogni necessità scrivere a sol.castellamonte@emergenza.cri.it

La storia di Carolina Cresto

In forza presso l’ispettorato Infermiere Volontarie di Torino S.lla Carolina Cresta Calvo svolge ruolo di Capogruppo delle Infermiere Volontarie presso l’ambulatorio-dispensano della CRI ‘Regina Elena’ (fondato nel 1914 per iniziativa dello stesso Corpo) fino al 21 novembre 1942 quando un’incursione aerea distrugge l’ambulatorio Le prestazioni erano completamente gratuite, venivano praticati soccorsi d’urgenza e tutte le specialità mediche e chirurgiche dell’epoca erano rappresentate Nel primo dopoguerra l’ambulatorio fungeva anche da dispensario antitubercolare. Stesso ruolo ricopre durante la Seconda Guerra Mondiale e nel secondo dopoguerra presso l’ambulatorio medico chirurgico “Santa Croce” in Vanchiglietta, fondato negli anni della Prima Guerra Mondiale per iniziativa di un gruppo di signore e passato sotto il patronato della CRI nel 1922. Vi si prestavano cure mediche, chirurgiche e per malattie infantili, era gratuito per i poveri. Sorella Cresto in questo periodo svolge la sua missione con infaticabile ardore e viene ricordata come “piccola e fragile nel corpo, ma grande e forte nell’animo”. Durante la Guerra di Liberazione viene sfollata a Castellamonte in un’abitazione sita in Via Torrazza Nello stesso Comune in frazione Spineto sorgeva un campo di prigionia da cui riuscirono a fuggire diversi prigionieri (in maggior parte soldati inglesi ed ebrei, oltre ad alcuni partigiani) che furono poi nascosti in svariati casolari nell’ospedale del capoluogo dove nel frattempo aveva iniziato a prestare servizio S.lla Cresto. In questo contesto deve più volte ricorrere a sotterfugi per esercitare la sua opera e difendere gli ospiti in pericolo. Viene riportato che in una particolare occasione impedisce ai tedeschi l’accesso alle corsie dell’ospedale dichiarando in modo perentorio che si trattava di un ‘lazzaretto’ salvando così i partigiani ricoverati.

Il periodo dopo la guerra

Rientra a Torino nel 1946. Nello stesso anno il Comitato CRI di Torino dà vita in Via del Carmine 12 a una serie di attività assistenziali per tutelare coloro che non avevano entrate adeguate al rincaro della vita: fra queste un ambulatorio per persone bisognose prive di assistenza mutualistica (anziani, poveri, pensionati, mutilati, reduci ), S.lla Cresto viene nominata Capogruppo delle Infermiere Volontarie, anche in questo nuovo servizio dove opera fino alla sua chiusura avvenuta nel 1950. Fino alla fine della sua vita continua a prestare opera volontaria con lo stesso entusiasmo in tutti i succitati ambulatori, ed in aggiunta presso quelli situati nella Manica Nuova di Palazzo Reale ed in Lungo Po Antonelli, all’epoca gestiti dalla CRI. Nel 1961, in aggiunta agli svariati riconoscimenti ottenuti in precedenza, viene insignita dal Comitato Internazionale della Croce Rossa della Medaglia Florence Nightingale, massima onorificenza concessa dal CICR a uomini e donne, infermieri professionali o volontari, in virtù di “eccezionale coraggio e devozione ai feriti, malati o disabili o a civili vittime di conflitti o disastri […] servizi esemplari o spirito creativo e pionieristico nelle aree della salute pubblica o dell’educazione. La medaglia, incisa al verso con il suo nome e la data di conferimento, è attualmente conservata presso l’abitazione della sig.ra Rinuccia Rosina del Comitato CRI di Torino, dono di una nipote ormai defunta di S.lla Cresto. Nel 1983, decennale della scomparsa, viene posta nel corso di una sentita cerimonia pubblica una lapide in ricordo di S.lla Cresto e del suo operato all’esterno del Comitato CRI di Castellamonte.

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