Evitò un annegamento

Premiato Gianluca Buonfiglio, l’infermiere eroe che salvò un bimbo in piscina

La dedica: «Vorrei condividere questo riconoscimento con tutti i miei colleghi che ogni giorno si impegnano a curare le persone»

Premiato Gianluca Buonfiglio, l’infermiere eroe che salvò un bimbo in piscina

Premiato Gianluca Buonfiglio, l’infermiere eroe, salvò un bimbo in piscina

La storia

«Corri, corri, c’è un bambino in acqua!». E Gianluca Buonfiglio, dal 2009 infermiere al reparto di Emodinamica dell’ospedale «Giovanni Bosco» di Torino, non ci ha pensato due volte. Era il 1° luglio 2025. Resosi conto della gravità della situazione, si è precipitato verso una delle vasche della piscina di Chivasso, salvando un bambino di tre anni, di origini marocchine, che stava annegando.

I riconoscimenti

Per questo gesto di «altruismo, generosità e umanità», è stato omaggiato con due pergamene e una targa. La cerimonia, organizzata dall’Associazione Paracadutisti del Canavese, si è svolta lunedì 16 marzo 2026 nella sede dei Vigili del Fuoco di Volpiano, alla presenza del Cavaliere di Gran Croce Gino Gronchi, del sindaco Giovanni Panichelli a nome di tutta l’Amministrazione comunale e della Regione Piemonte, rappresentata dal consigliere Mauro Fava.

Il racconto

«Ero in ferie da un giorno – racconta Buonfiglio, 50 anni, padre di due figli e sposato con Ilenia – e avevo deciso di trascorrere un pomeriggio in piscina con la mia famiglia. Non avevo ancora messo i piedi in acqua, quando una ragazza ha gridato che c’era un bambino che stava galleggiando sul bordo della vasca. Il piccolo era viola. Aveva perso conoscenza ed era già in arresto cardiocircolatorio. Con delicatezza ho iniziato a praticargli le manovre di rianimazione, mentre il personale della piscina chiamava i soccorsi. Dopo pochi minuti si è ripreso. All’arrivo dell’elisoccorso, insieme a un’ambulanza del 118 di Chivasso e ai Carabinieri, è stato trasportato all’ospedale “Regina Margherita” di Torino per i necessari accertamenti. E oggi, per fortuna, sta bene… O, almeno, penso. Non ho più saputo niente di lui, né la famiglia mi ha mai ringraziato, ma questo non importa».

La dedica

Buonfiglio ricorda quei momenti filtrati dal tempo ancora con grande emozione: «Cerco sempre di lasciare fuori il lavoro dalla mia sfera privata. In quegli istanti mi sono sentito più un papà che un infermiere. Questa esperienza mi ha fatto capire che ciò che hai imparato, prima o poi, serve davvero a qualcosa. Vorrei condividere questo riconoscimento con tutti i miei colleghi, soprattutto quelli della mia categoria, che ogni giorno, con professionalità e costanza, si dedicano alla cura delle persone». «La tua esperienza tocca tutta la comunità – ha sottolineato il primo cittadino volpianese – Sei stata la persona giusta nel momento giusto. Salvare una vita è straordinario, ma salvare una giovane vita lo è ancora di più».