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Il caso

Ricoverata in Pronto soccorso, "spariscono" le sue protesi acustiche da 5mila euro

La nipote ha sporto denuncia

Ricoverata in Pronto soccorso, "spariscono" le sue protesi acustiche da 5mila euro
Cronaca Ivrea, 06 Maggio 2021 ore 12:44

Ricoverata in Pronto soccorso, "spariscono" le sue protesi acustiche da 5mila euro.

Ricoverata in Pronto soccorso

Un'anziana donna, 79 anni,  stata ricoverata in Pronto soccorso a Ivrea per un sospetto infarto. Quando è stata dimessa, però, non aveva più le sue protesi acustiche da 5mila euro. "Smarrite", è stata la spiegazione ricevuta dalla nipote che ha chiesto spiegazioni per l'accaduto chiedendo anche un risarcimento del danno. E, alla fine, ha sporto denuncia per chiarire questa vicenda.

La vicenda

«Qualche giorno fa, mia zia si è sentita male con sintomi simili a un principio di infarto, al 118 chiediamo una ambulanza attrezzata per fare gli esami a domicilio, perché in questo periodo è meglio non andare in ospedale; arriva l’autoambulanza che però non è equipaggiata. Telefoniamo nuovamente al 118 insistendo. Dopo circa un’ora arriva un’altra ambulanza attrezzata e con medico a bordo che, dopo averla visitata, non esclude la possibilità di un infarto in corso decidendo di portarla al Pronto soccorso. Chiedo di levarle gli apparecchi acustici, mi rispondono di no, perché servivano per comunicare con la paziente». E' il racconto della nipote.

La denuncia

La nipote ha anche rimarcato: «In ospedale peraltro sono stati “smarriti” gli apparecchi acustici e una anziana signora con salute cagionevole vive isolata dal mondo; non sente, non può guardare la televisione e dovrebbe affrontare una spesa di 5.000 euro con una pensione che serve alla sua sopravvivenza. Ho sporto denuncia ed ho chiesto all’Asl To4 il rimborso della cifra oppure la fornitura di apparecchi acustici, ma mi è stata ventilata la possibilità che non prendano  neanche in considerazione la nostra richiesta di rimborso, io non voglio neanche pensare a questa eventualità, soprattutto perché si tratta di tutelare una persona fragile e indifesa».