Ritrova libretti di risparmio da 110 mila euro, ma sono già stati incassati dallo Stato
Il ritrovamento
Un ritrovamento casuale potrebbe trasformarsi in una consistente somma da recuperare. È successo a San Giorgio, dove Fabio Minetti, 61 anni, durante il riordino della casa dei genitori ha trovato due vecchi libretti di risparmio appartenuti al padre. I documenti erano rimasti dimenticati per circa mezzo secolo e sono riemersi nel 2022, spuntando per caso da un cassetto tra vecchi documenti e oggetti conservati nell’abitazione di famiglia.
Il racconto
«Mio padre è mancato nel settembre 2020 – racconta Minetti – Quando viene a mancare una persona cara si inizia a sistemare la casa, eliminando alcune cose e controllando i mobili. Nella primavera del 2022, però, c’erano ancora alcuni cassetti che non avevo aperto e, in fondo a uno di questi, sono comparsi per caso questi due libretti. All’inizio non avevo nemmeno capito cosa fossero. Mia madre, però, mi ripeteva sempre: “Guarda che da qualche parte devono esserci ancora i soldi della vendita di una cascina”». I due libretti sono stati aperti nel gennaio del 1971 alla Cassa di Risparmio di Torino e riportano depositi complessivi per 5 milioni e 888 mila lire. Sul primo risultano 2 milioni e 280 mila lire, mentre il secondo registra un deposito di 3 milioni e 608 mila lire. I movimenti sui libretti si sono poi interrotti nel 1973.
Un lungo iter
Per verificare quale fosse il valore attuale delle somme e se fosse possibile recuperarle, Minetti si è rivolto a un’associazione specializzata anche nella gestione di pratiche legate a vecchi rapporti bancari. «Mi hanno spiegato che quei libretti, con gli interessi maturati, potrebbero valere circa 110 mila euro – prosegue – Sono andato in banca, ma mi è stato detto che ormai quei soldi sono persi. Essendo diventati depositi dormienti, sono stati trasferiti allo Stato. Nessuno, però, mi ha mai informato di questa situazione». L’associazione ha quindi sottoposto a Unicredit, l’istituto di credito che oggi gestisce il rapporto dopo essere subentrato alla Cassa di Risparmio di Torino, la documentazione relativa ai due libretti, chiedendo una verifica sui depositi e sulle possibilità di ottenere quanto maturato negli anni. «La speranza – conclude – è riuscire a rientrare in possesso almeno di una parte di quelle somme. Sono soldi di famiglia».