Roberto Bonome è il nuovo consigliere dell’Associazione Museo Ferroviario Piemontese

"Il Museo di Savigliano è una eccellenza in Italia".

Roberto Bonome è il nuovo consigliere dell’Associazione Museo Ferroviario Piemontese
Rivarolo, 07 Gennaio 2020 ore 14:36

Roberto Bonome è il nuovo consigliere dell’Associazione Museo Ferroviario Piemontese.

Bonome consigliere dell’Associazione Museo Ferroviario Piemontese

E’ l’ingegnere rivarolese Roberto Bonome, il nuovo componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Museo Ferroviario Piemontese, nominato dalla Regione Piemonte. L’Associazione, che ha scelto il trentottenne canavesano Bonome come membro del Direttivo, ha realizzato e gestisce il Museo Ferroviario Piemontese ed è stata costituita nel 1978 con una specifica Legge regionale.

Il Museo

Il Museo è a Savigliano, cittadina cuore pulsante dell’Italia dei treni già dal 13 marzo 1853 quando il Re Vittorio Emanuele II inaugurò il tratto ferroviario che la collegava a Torino per rendere accessibile l’opificio per la produzione di materiale rotabile.

“Il Museo di Savigliano – racconta entusiasta l’ingegner Roberto Bonome – è una eccellenza in Italia, le locomotive e i rotabili non sono esposti solo staticamente, le locomotive funzionanti sono in grado di percorrere tratti di linee piemontesi. E’ infatti possibile per mezzo di una piattaforma girevole collegarsi ai diversi binari della raggiera afferente così da poter convogliare i treni esposti sulle linee dedicate e far percorrere loro il tratto tra le stazioni di partenza e di arrivo dei treni storici, mantenendoli in attività. La collezione comprende sia locomotive che automotrici a vapore, con motore endotermico alimentato a gasolio, ed elettriche. Di queste ultime comprese addirittura le prime realizzate in assoluto, cioè quelle con alimentazione trifase, immediatamente abbandonate dalle ferrovie per la grossa difficoltà nella realizzazione della catenaria con più fasi, rimaste quindi ormai locomotive solamente più di valore storico senza alcun interesse ingegneristico.”

“Il Museo Ferroviario con annessa l’azienda produttrice di materiale rotabile, da origine ad una interessante combinazione storica. In questo stabilimento nacque infatti il primo Pendolino, replicato e diventato famoso poi in tutto il mondo, per opera della FIAT Ferroviaria. Negli anni 2000 avvenne poi la vendita del comprensorio alla società Francese Alstom, azienda attualmente attiva e leader nella produzione di treni: in questa sede vengono oggi realizzati i treni impiegati dall’operatore NTV nelle tratte ad alta velocità, conosciuti come Italo”.

Roberto Bonome

“Sin dai tempi degli studi al Politecnico, avendo anche frequentato un corso specialistico di trazione ferroviaria che è stato quello che mi ha fortemente formato dal punto di vista tecnico, dopo aver visitato il Museo e poi passando quotidianamente a lato delle Officine Grandi Riparazioni restavo affascinato – continua Bonome – dalle grandi opportunità che la nostra Regione ha avuto grazie a treni e ferrovie. Nel mio mandato mi concentrerò per far conoscere questa splendida realtà culturale ed economica, partendo dalle scuole. Vorrei da subito coinvolgere quelle canavesane e guidarle personalmente alla scoperta di questo gioiello museale ferroviario, c’è tanto da scoprire e i treni hanno sempre affascinato a qualsiasi età: la sola biblioteca del Museo Ferroviario Piemontese custodisce più di 3200 fra libri e riviste sull’argomento ferroviario, sia tecnico che divulgativo, riguardanti soprattutto la rete ferroviaria italiana e piemontese, oltre quasi 4000 disegni tecnici di rilevanza storica sia riguardante le locomotive che le automotrici, nonché tutto il rimorchiabile. Ci tengo a concludere, da Rivarolese, con una interessante nozione storica e poco conosciuta che riguarda la mia città: nei primi anni della costituzione del Museo non si aveva a disposizione un luogo con spazi idonei per il ricovero dei mezzi dimessi e che avrebbero dovuto iniziare a far parte della collezione museale, salvandoli quindi dalla demolizione. La allora Satti permise di ricoverare questi mezzi proprio sul piazzale e all’interno di alcuni capannoni della stazione di Rivarolo. Questa soluzione durò diversi anni: infatti solo verso la fine degli anni ’90 si approva la realizzazione del Museo a Savigliano e tra posa della prima pietra e completamento dell’edificio, si arriva ai primissimi anni del 2000. Solo nel 2001 viene inaugurata ufficialmente la sede attuale. Posso quindi assolutamente dire, con orgoglio, che proprio a Rivarolo è iniziata la storia del Museo Ferroviario Piemontese”.

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